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Cambio il tema del Blog

Il tema di default di Simple Php Blog non mi è mai piaciuto in realtà ma per un motivo o per l'altro l'ho sempre utilizzato.
Io vorrei cambiare piattaforma di blogging e passare a Flatpress ma, almeno al momento, non ho tempo di apportare due tre modifiche e quindi credo che ancora per un po' utilizzerò SPB.
Ho quindi deciso di provare a modificare il tema di SPB convertendo (o per meglio dire, cercando di convertire) un tema di Blogger: Rounders di Douglas Bowman.
Purtroppo non è possibile trasportare totalmente il tema per alcune differenze fra le due piattaforme di Blog (a meno di non intervenire direttamente nel codice di SPB ma non sarebbe più un tema).
Ha sicuramente il difetto di restringere la parte dedicata ai post (cercherò di allargare il DIV centrale ma per farlo devo modificare delle immagini e quindi mi ci vuole un pochino) ma a me sembra più carino dell'altro.
Se riesco a sistemare due tre cosette magari provo a vedere se il tema interessa ad altre persone e caricarlo sul forum di SPB.
Magari questo fine settimana vedo se riesco a fare qualcosa (anche se non sono pratico di CSS ) per ora lo lascio come tema del Blog.
Siccome per disegnare la pagina vengono usati i DIV e non le tabelle potrebbero esserci problemi con IE6 che non li sa interpretare correttamente (non lo ho installato per provare ma sono quasi certo che il menu laterale appaia sotto e non a destra), in tal caso potete cogliere l'occasione per scaricare Firefox :-D .
In realtà c'è un modo (usando Javascript) per imporre a IE la giusta visualizzazione ma essendo un browser in disuso (IE7 reidirizza correttamente) non vale la pena di perdere tempo per aggiustare il codice.
Anche se gli errori di HTML hanno raggiunto il minimo storico il codice di SPB è abbastanza sporco e non si riesce a validare il codice, in ogni caso si dovrebbe vedere correttamente con la maggior parte dei browser.
Per ora io ho controllato con Opera, Firefox, IE7, K-Meleon, e Seamonkey senza riscontrare problemi; ho anche caricato il sito su browsershot e aspetto il responso.
Ah quasi dimenticavo un ringraziamento al Forum di Simple Php Blog da dove ho scaricato alcuni temi che mi sono serviti per imparare come si modifica un tema per SPB e soprattutto a drudo che a creato il tema SimplePress al quale mi sono ispirato.

Aggiunto contatore ScinyStat

Ho aggiunto il contatore ScinyStat, non che non mi piaccia quello built-in di Simple Php Blog, ma volevo vedere i visitatori online e sopratutto avere la statistica dei browser utilizzati per visitare il Blog (vedi :-( NOTA, dolorosa, più in basso). Ci ho messo un sacco di tempo ad aggiungere sto cavolo di contatore perché al momento della registrazione con Firefox non era possibile selzionare la sottocategoria e ho dovuto aprire, :-( , Internet Explorer e non ci ero più abituato, fra l'altro mi chiedo come ho fatto ad usarlo per tanti anni prima di ravvedermi, :-D . Fatto sta che mi ero proprio rotto le scatole e come sottocategoria ne ho scelto una che non ha nulla a che vedere con quanto postato qui (Telecomunicazioni).

NOTA: Alla fine di tutta questa perdita di tempo mi sono alontanato dal PC e dopo un'ora, così per curiosità, provo a vedere le statistiche:

Mozilla 61,54 %
Firefox 30,77 %
Explorer 6.x 7,69 %

Orrore qualcuno mi si é presentato sul Blog con l'Explorer :-P e io che speravo in un 100% di Mozilla già deluso dopo un'ora :-P . Comunque a parte gli scherzi colui che ha rovinato la statistica é pregato di seguire questo BUG:

Bug. 322367

e di provvedere alla patch per Natale :-D :-D :-D :-D .

Nomi in giapponese

Se volete vedere come il vostro nome viene scritto in giapponese visitate questo sito.

Normalmente in giapponese i nomi di persona vengono scritti usando l’alfabeto fonetico katakana. Naturalmente dovrete il più delle volte accontentarvi del corrispondente nome in inglese visto che non c’è l’esatta corrispondenza con i nomi italiani. Ad esempio quando ho provato a tradurre il mio nome in giapponese (Sandro) non l’ho trovato (Sandra c’è !!) e ho dovuto accontentarmi di Xander. Questa è l’immagine risultante:

Xander>

peccato non ci sia il formato verticale altrimenti lo userei come avatar :-) .

Con un grandissimo ringraziamento a @Mr.TFM di Megalab ecco qui la foto in verticale:

Xander verticale

AGGIORNAMENTO: Dopo aver postato il link del sito per tradurre i nomi in giapponese sul Forum di Megalab, grazie a @Xero, sono venuto a conoscenza di un sito, fra l’altro in italiano, dove sono riuscito a trovare una corrispondenza precisa con il mio nome, il sito è questo e Sandro si scrive così:

Sandro in giapponese

sempre grazie a @Xero ecco un altro sito dove potete convertire il vostro nome in ideogrammi cinesi stavolta:

Sandro in cinese

Ringrazio ancora Mr.TFM e Xero per il loro prezioso contributo.

La signora scende in B

Ci sono momenti che meritano bene di essere celebrati con una canzone, direttamente dal sito Antijuve.com questa canzoncina che festeggia la discesa in Serie B della Juventus.

Qui il filmato su YouTube e qui su Google Video
Qui il file in formato MP3 di Let it B
Qui il filmato di Let it B
Qui il filmato per cellulare di Let it B

Amnesty accusa Google, Microsoft e Yahoo

Questa notizia é copiata pari pari da "La Repubblica", qui trovate l'articolo originale.

Come un marchio si imprime sulla pelle delle tre più importanti aziende di Internet la condanna di Amnesty International: Google, Yahoo! e Microsoft sono accusate di violare la dichiarazione universale dei diritti umani perché collaborano con la censura cinese. Hanno piegato la testa ai diktat del governo di Pechino, contribuendo a limitare la libertà degli utenti internet. Amnesty non ci gira intorno, lancia un'accusa molto esplicita: "Le tre aziende hanno violato i propri valori dichiarati", scrive in un rapporto pubblicato questa settimana, e l'hanno fatto – spiega l'organizzazione – per inseguire la miniera d'oro dell'internet cinese, adesso al boom.

La Cina sta per diventare il Paese con il maggior numero di utenti della Rete: oggi ne ha 123 milioni ed è al secondo posto, dopo gli Usa, ma il sorpasso è dato per inevitabile.

La "fedina penale" delle tre aziende, quanto a violazione dei diritti umani, secondo Amnesty è lunga. Tra l'altro, Google ha acconsentito a filtrare i risultati del proprio motore di ricerca in Cina, adeguandosi alle richieste della censura. Microsoft ha chiuso un blog di un utente cinese su richiesta del governo. Più serio è il peccato di Yahoo!: ha aiutato la polizia a rintracciare il giornalista dissidente Shi Tao, permettendone la condanna a dieci anni di reclusione, nel 2005. Shi Tao era reo di avere divulgato al mondo via e-mail le direttive segrete del governo, che aveva ordinato a tutte le testate nazionali di non commemorare il quindicesimo anniversario della rivolta di Piazza Tiananmen.

La condanna di Amnesty è l'ultimo capitolo di una polemica che di mese in mese sembra sempre più sul punto di esplodere, stretta come è nella morsa di una paradosso: società occidentali, che hanno fondato la propria filosofia aziendale su concetti come "l'essere buoni" (Google) o note per le donazioni in beneficenza (Microsoft), si piegano alle richieste antidemocratiche di Pechino per continuare i propri affari in quell'immenso Paese. Ne ha parlato anche Vittorio Zambardino, su Repubblica.it.

In passato, si sono difese dicendo che erano obbligate a ubbidire alle leggi cinesi e che comunque la vita degli utenti traeva beneficio dai loro servizi. Ma il mese scorso questa linea ha cominciato a scricchiolare: Sergey Brin, fondatore di Google, ha riconosciuto di avere disubbidito ai propri valori etici aziendali piegandosi alla censura. Due giorni fa, a confermare il proprio impegno umanitario, Google ha lanciato il primo motore di ricerca ottimizzato per non vedenti.

Il paradosso riguarda anche la strategia del governo cinese, adesso intento in un gioco da equilibrista: da una parte, vuole incentivare il mercato internet nazionale; dall'altra, bloccarne il potenziale eversivo. E' notizia di qualche giorno fa il lancio di una nuova campagna per censurare i blog cinesi, ormai superiori a quota 35 milioni.

La situazione è quindi forse prossima alla rottura, alla svolta: la denuncia di Amnesty potrebbe essere la goccia che fa traboccare un vaso dove già da tempo si accumulavano proteste contro le tre aziende e in particolare contro Yahoo!, che a giugno si è beccata una doppia accusa. Reporters Sans Frontiers l'ha eletta "censore numero uno". Non solo per la brutta vicenda di Shi Tao: la denuncia è di avere aiutato il governo a condannare altri dissidenti politici, quest'anno, e di avere il motore di ricerca più censurato (anche più di Google Cina). Negli stessi giorni, la Nation Union of Journalists (il sindacato che raccoglie giornalisti britannici e irlandesi) ha invocato il boicottaggio del motore di ricerca di Yahoo!, per l'aiuto offerto nel catturare i dissidenti.