Equo compenso? Iniquo scompenso! Come prendere per i fondelli il popolo italiano e la sua lingua…

Con il recente comunicato del Ministero dei Beni Culturali, presieduto da un confusionario Dario Franceschini (che di questi tempi fa una cosa e ne sbaglia due), c’è stato recentemente un aumento della tariffe per l’equo compenso, che finirà per rallentare il mercato già in crisi a causa dei costi più alti, poiché i costi sostenuti dall’industria finiranno per riversarsi sui consumatori.

Non sto qui adesso a ripetere la solita solfa sui diritti non riconosciuti della copia privata, sulla conseguente legalizzazione indiretta delle copie pirata, sulla sproporzione delle gabelle gravanti sui supporti, sul carrozzone statale e parassita che è la S.I.A.E. … tutte queste cose le hanno trattate altri blog in maniera molto approfondita e imparziale.

Vorrei però farvi notare con questo articolo che il comunicato del Ministro è talmente pieno di lacune e falsità che le opposizioni potrebbero chiedere in Parlamento l’immediato arresto del Ministro per “palese presa per i fondelli del popolo italiano” (se poi ci scappa anche un’impiccagione non mi farebbe schifo, eh?).

Perché? Analizziamo il comunicato e commentiamolo pure con una buona dose di sarcasmo.

“… dopo un’approfondita istruttoria e un confronto che ha visto coinvolte tutte le categorie interessate.”

Lasciamo per un attimo da parte l’approfondita e passiamo alle categorie interessate. Sicuramente c’erano i rappresentanti dei grossi nomi dell’industria discografica e non solo, ma mi riesce difficile credere che ci fossero i rappresentanti di SanDisk, Hitachi, LaCie, Trascend, Lexar, Western Digital e compagnia bella. Possibile che questi produttori, con la crisi attuale, siano contenti di questi aumenti? Non lo sono i grossi colossi del tabacco quando aumentano le sigarette, figuriamoci costoro, ben consci che ogni aumento è un disincentivo alla vendita “tradizionale” in Italia (c’è sempre Internet con i relativi siti inglesi o spagnoli o cinesi o c’è persino il contrabbando per i supporti più convenienti).

“…il decreto ministeriale che aggiorna per il prossimo triennio il compenso per la riproduzione privata di fonogrammi e di videogrammi previsto dalla legge sul diritto d’autore.”

Il mio correttore ortografico mi sottolinea in rosso la parola “videogrammi”! Che cavolo è un “videogramma”? Forse la ripresa televisiva di una bilancia? O forse è una bella parola messa lì per “comprendere tutto e non escludere nulla”, in modo che al popolo ignorante bue non venga in mente di trovare la scappatoia e di farla franca col balzello? Ma chi ha scritto cotanto comunicato? Un epigono del grande Vate che era particolarmente ispirato nel creare un neologismo? Ah, qualcuno usa ancora in Itala i “fonogrammi”? Cavolo, non lo sapevo che su un telefono fisso o su un radiotelefono da taxi si potessero archiviare le mie copie pirata di “Marvel Agent of S.H.I.E.L.D.”! L’avessi saputo, mi sarei precipitato subito in un negozio di telefonia d’epoca a farne una buona scorta per i prossimi tre anni!

“Il Ministro Franceschini e il Presidente della Siae, Gino Paoli”

Attenti! Sono due persone diverse, ma sono praticamente la stessa cosa, visto che il Ministero è il succube lacchè del carrozzone S.I.A.E. (che si scrive come ho fatto io, non come ha fatto l’ispirato autore del documento).

“hanno convenuto di impegnarsi, per la parte incrementale di gettito delle nuove tariffe, affinché tutte le categorie di titolari dei diritti di copia privata impieghino una quota di tali somme alla promozione di giovani autori e artisti e di opere prime.”

Il che vuol dire che si spartiranno i soldi in più (difficili da quantificare anziché no) tra loro, poiché è ben noto che la S.I.A.E. NON aiuta i giovani autori e gli artisti sconosciuti. Come posso affermare questo con tanta sicumera? Prima di tutto basta leggere i commenti di questi sconosciuti artisti nei vari blog. Poi sappiate che per motivi professionali sono quotidianamente a contatto con questi giovani e le loro lamentele non si discostano da quelle di chi è intervenuto nei blog: chi li ha mai visti i soldi della S.I.A.E.? Tralascio, date le mie esperienze quotidiane, dettagli poco edificanti sul comportamento omissivo e complice di alcuni ispettori S.I.A.E. nei confronti di certi datori di lavoro che assumono artisti sconosciuti e vi faccio notare che il documento di richiesta è stato firmato da grandi nomi dello spettacolo, non certo da artisti sconosciuti. Quindi? È un po’ come quei politici che fanno le leggi per aumentarsi lo stipendio, insomma.

“Con questo intervento – ha commentato Franceschini – si garantisce il diritto degli autori e degli artisti alla giusta remunerazione delle loro attività creative, senza gravare sui consumatori.”

Ah, no, davvero, eh? Fatemi capire, loro aumentano le tasse sulla benzina e le compagnie petrolifere le pagano senza scaricarle sugli automobilisti? Loro aumentano le tasse sui tabacchi e le industrie manifatturiere le pagano senza scaricarle sui fumatori? Ma costoro credono davvero che ci beviamo ogni loro insulsaggine? L’aumento graverà solo ed esclusivamente su noi consumatori, stop. Anche se nelle schede di memoria delle nostre fotocamere ci conserviamo al massimo gli scatti osé delle nostre amanti e non certo i video osé del concerto di Miley Cyrus a Milano. E non solo. Il giovane cantante che vuole farsi conoscere che cosa fa? Incide le sue canzoni su CD e le distribuisce in giro, a radio private, manager discografici e personalità del mondo musicale per cercare di farsi conoscere. Quindi paga una tassa su quei CD (CD che servono a farsi conoscere) che gli sarà restituita in quanto è appunto uno sconosciuto… Genialmente arzigogolato, vero?

“CAPZIOSO CHI PARLA DI TASSA SUI TELEFONINI A CARICO DEI CONSUMATORI “Parlare di tassa sui telefonini è capzioso e strumentale: il decreto non introduce alcuna nuova tassa ma si limita a rimodulare ed aggiornare le tariffe che i produttori di dispositivi tecnologici dovranno corrispondere (a titolo di indennizzo forfettario sui nuovi prodotti) agli autori e agli artisti per la concessione della riproduzione ad uso personale di opere musicali e audiovisive scaricate dal web. Un meccanismo esistente dal 2009 che doveva essere aggiornato per legge”. “

Oh my God! L’autore di “fonogrammi e di videogrammi” utilizza l’espressione “capzioso”! L’avrà per caso scovata su Wikipedia? Questo paragrafo tende a parare il fondoschiena del Ministro ginopaolesco, mette subito le mani avanti ben sapendo che questo aumento scontenterà tutto il popolo del Web, altro che “un confronto che ha visto coinvolte tutte le categorie interessate” (le associazioni dei consumatori dov’erano in questo confronto?). Nessuno qui le dice che è stata introdotta una nuova tassa, signor Gino Paoli… pardon Dario Franceschini. Qui si dice che si poteva fare a meno di aumentare una tassa già ingiusta. Ah, era previsto dalla Legge questo aumento? Beh, veramente avete scritto “che doveva essere aggiornato per legge” , quindi potevate anche diminuire la tassa visto che “aggiornare” in italiano non significa automaticamente “aumentare”! Scusi la capziosità, signor Gino Franceschini, eh? Faccio poi notare che l’indennizzo forfettario agli autori e agli artisti secondo costoro è dovuto per una presunzione di reato, cioè per le opere musicali e audiovisive scaricate dal web. E allora? Ci inventiamo pure un’altra tassa per le automobili perché si presume che una parte di queste venga utilizzata per scopi criminosi o per investire le persone? Oppure inventiamo pure un’altra tassa per i motocicli perché si presume che una parte di questi venga utilizzata per scippare le vecchiette della loro pensione? Oppure ci inventiamo pure un’altra tassa per li coltelli da cucina perché si presume che una parte di questi venga utilizzata per pugnalare la propria moglie in uno scatto d’ira? (A parte il fatto che in quest’ultimo esempio io non ravviso alcun reato, ma anzi è pura legittima difesa…) E poi, ripeto, uno può comperare benissimo una memoria di massa e le opere musicali e audiovisive salvarsele senza passare dal Web (che si scrive maiuscolo e non minuscolo, signor Dario Paoli) ma con un semplice apparecchietto convertitore da analogico a digitale e relativi cavi, eh? E va bene, sono capzioso io, va bene.

“Il decreto non prevede alcun incremento automatico dei prezzi di vendita.”

Gentile estensore del comunicato, ma lei crede davvero a quello che ha scritto? Persino l’adozione dell’euro non prevedeva alcun incremento automatico dei prezzi di vendita, però sappiamo com’è andata a finire… Non ho altro da aggiungere a questo riguardo, Vostro Onore, l’imputato Dario Gino Paolo Franceschini stavolta l’ha sparata grossa!

“Peraltro, com’è noto, in larga parte gli smartphone e tablet sono venduti a prezzo fisso”.

Gentile autore della presa per i fondelli, me lo spiega in italiano che cosa significa questo paragrafo scritto in italiano? Di che cosa sta cercando di convincerci, scusi? In passato è stato aumentato di un euro il prezzo della benzina per favorire la cultura e infatti oggi gli scavi di Pompei, la Reggia di Caserta, il Colosseo di Roma e altri monumenti italiani stanno crollando a pezzi. Adesso invece aumentate le tasse su smartphone e tablet perché sono venduti ad un fantomatico “prezzo fisso”?

“Ho applicato doverosamente una norma di legge vigente” ha concluso il ministro Franceschini ricordando che “è dal 2012 che le tabelle sull’equo compenso attendevano di essere aggiornate. E ho anche ricostituito il tavolo tecnico che dovrà monitorare l’evoluzione e le tendenze del mercato”.

Franceschini, che cosa combini? Sei pagato per fare i politici e i politici non fanno una mazza tutto il giorno, ecco… Continua tranquillamente “doverosamente” a scaldare la poltrona che occupi e basta, visto che quando legiferi tu sei buono solo a ricostruire dei tavoli tecnici di monitoraggio, cioè in poche parole a fare danni al popolo che i soldi se li suda con il proprio onesto lavoro.

“Il decreto corrisponde alle tante sollecitazioni del mondo della cultura. Solo un mese fa, oltre 4.000 autori hanno chiesto al governo di intervenire a tutela del diritto alla creatività e di monitorare i riflessi della costante e rapida evoluzione tecnologica nel mondo dell’arte.”

Mah, veramente a me risulta che “il Palazzo aveva già meditato di introdurre alla fine del 2013, frenato però dalla prudenza del Ministro Bray, che aveva commissionato un’indagine conoscitiva alla società Quorum per sondare il terreno e valutare l’effettiva necessità di una revisione al rialzo dei prelievi per copia privata fissati nel 2009” (fonte: Punto Informatico). L’inutile ricerca scoprì l’acqua calda: in piena epoca di* cloud storage* gli italiani ormai facevano davvero ben poche copie private di opere audiovisive tutelate dal diritto d’autore, specie attraverso smartphone e tablet. L’inutile ricerca, su pressioni dell’opinione pubblica in cerca di trasparenza, venne pubblicata sul sito-minestrone del MiBACT (Ministero dei Beni delle Attività Culturali e del Turismo) poi venne rimossa dall’indice di ricerca dei documenti consultati per determinare le tariffe, poi a seguito delle proteste per la sua rimozione venne daccapo pubblicata. In seguito il ministro Franceschini-che-cosa-combini ha interpretato la ricerca di mercato voluta da Bray come una necessità di intervenire, esortato anche dalle “tante sollecitazioni del mondo della cultura” (Gigi D’Alessio, Maria De Filippi, Kim Rossi Stuart sono cultura?) che subito ha emesso un appello.

Segue un lungo elenco di autori e artisti (purtroppo inficiato dalla presenza di Gigi D’Alessio, Maria De Filippi e altri mediocri esseri umani che nulla c’entrano con tali categorie), le cui firme evidentemente valgono più delle petizioni che sono sorte in seguito al succitato aumento della tassa (no, non siamo tutti uguali davanti alla Legge, le loro 4.000 firme valgono di più delle nostre 60.000… le avessero messe sull’avvallo dei nostri mutui!).

I comunicato si chiude con una striminzita tabella di comparazione con gli altri paesi europei che è l’apoteosi dello spurio! Eccola qui (fare clic sull’immagine per ingrandirla).

comparativa

A titolo di esempio, quindi, si citano soltanto citano Francia e Germania. E gli altri venticinque paesi della Unione Europea (anzi, sono ventitre perché Spagna e Regno Unito non prelevano dei compensi per copia privata)? Non dico che dovevano metterli tutti, ma quando si fanno delle comparazioni le si fanno su dati omogenei e soprattutto non ristretti. Francia e Germania sono stati inclusi in perfetta malafede perché sono i paesi in cui vigono le tariffe più alte d’Europa e quindi ovviamente il prelievo sarebbe decisamente più ingente, ma questo comunque questo non influisce sui loro prezzi finali e vendite.

Inoltre quando si redigono delle tabelle di comparazione, per una migliore comprensione si crea una media percentuale (pari a 100, appunto) e si riportano i valori degli altri Paesi in percentuale.

Che cosa significa poi il dato “non disponibile” nella colonna di CD e DVD in Germania? Stiamo parlando di un’informazione economica reperibile nell’anno di grazia 2014 dopo Cristo in uno stato dell’Unione Europea dove esiste e funziona Internet oppure stiamo parlando di una temperatura non pervenuta del Zugspitze in un paesino sperduto nell’anno 1914? Qui la presa per i fondelli è lapalissiana: non conveniva pubblicare i dati perché questi erano più bassi dell’Italia!

Concludo riportando le affermazioni del direttore generale della SIAE, Gaetano Blandini.

” senza le opere dell’ingegno e i contributi dei nostri creativi i loro device sarebbero solo vuoti e scintillanti pezzi di latta”

Su Internet uno così lo chiamiamo troll. Vuoto pezzo di latta sarà il suo device ma soprattutto la sua testa. C’è una maggioranza bulgara di utenti italiani che usa i propri device per inviare e ricevere email, per socializzare sui social network (poveri loro, ma questo è un altro discorso…), per navigare in siti interessanti, per giocare online, per fare in piena libertà fotografie e filmati condividendoli magari poi su spazi di storage online. Il tutto senza minimamente violare le opere e i contributi dei creativi iscritti alla S.I.A.E.

Sia ben chiaro, tutti quanti saremmo ben felici di spendere quei 5,20 euro in più per un PC se realmente servissero a eliminare il “digital divide” in Italia, se le linee Internet diventassero finalmente ultraveloci e cioè moderne, se nelle nostre città ci fosse il wi-fi libero senza tanti vincoli per tutti, se realmente i piccoli autori e artisti che fanno la fame partecipassero alla divisione dei proventi. Ma chi è felice di regalare i suoi 5,20 euro a mercenari quali Gino Paoli, Gigi D’Alessio, Maria De Filippi o al carrozzone statale parassita S.I.A.E. o al già ricchissimo Michele Guardi? Alzate le mani, su.

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Tutti monchi?

18 Responses to “Equo compenso? Iniquo scompenso! Come prendere per i fondelli il popolo italiano e la sua lingua…”


  • Mozilla Firefox 30.0 Ubuntu Linux

    Caro Miki,
    Costoro credono davvero che ci beviamo ogni loro insulsaggine?
    Se parli di me, di te e di Gialloporpora, il fatto che l’abbiano pensato rasenta l’insulto, ma se parli dell’italiano medio,… io sono pessimista e paranoico…
    Le associazioni dei consumatori dov’erano in questo confronto?
    Non le hanno manco prese in considerazione… Fare i deboli con i forti e i forti con i deboli è facilissimo… Cosa disse Mourinho dell’onestà intellettale, ve lo ricordate ?!?

  • Mozilla Firefox 30.0 Ubuntu Linux

    Ciao, Gialloporpora,
    Miki64 Fa poi notare che l’indennizzo forfettario agli autori e agli artisti secondo costoro è dovuto per una presunzione di reato, cioè per le opere musicali e audiovisive scaricate dal web. E allora?
    Ricordi che cosa ti dissi?
    In merito a questo e a poche altre linee di pensiero credo d’essere stato abbastanza coerente almeno qanto basta…

    Post scriptum:
    ” senza le opere dell’ingegno e i contributi dei nostri creativi i loro device sarebbero solo vuoti e scintillanti pezzi di latta”
    mi ricorda:
    “I robot hanno scintillanti fondoschiena metallici che non dovrebbero essere baciati.”
    “Gort! Klaatu barada nikto!”

  • Mozilla Firefox 32.0 Windows XP

    Tutto risponde a una necessità di reperire soldi, le giustificazioni che portano a sostegno della richiesta di nuove imposte o a un aumento delle vecchie sono tutti giri di parole inutili, visto che qui da noi il livello è già alto all’inverosimile.
    In ogni caso, ci sono anche imposte molto più inique di questa in Italia 🙁
    Prima o poi salterà tutto perché è impossibile sostenere un tale carico fiscale, a cui non corrispondono dei servizi adeguati.

    Sicuramente Internet ha stravolto la fruizione di contenuti audio/video e si devono trovare nuove strade per consentire agli artisti di guadagnarci e sostenere anche categorie di nicchia che altrimenti sparirebbero, sinceramente io non ho la soluzione, credo sia una sfida difficile e anche all’estero ci sono tentativi più o meno efficaci per cercare di gestire il problema.
    sul fatto che i loro dispositivi sarebbero “vuoti”, concedendo l’uso dell’iperbole, invece , secondo me ha abbastanza ragione. Se non ci fossero i contenuti audio/video da guardare dovrebbero essere usati solo per comunicare (e basterebbe un telefono) o per studiare e ne venderebbero davvero molti di meno.

    @deckard,
    Mourinho diceva tante cose, quasi tutte per portar acqua al suo mulino, comunque è quella della prostituzione intelettuale immagino…

    PS: Miley Cyrus: chi è costui? (so che esisterebbe Wikipedia).

  • Mozilla Firefox 30.0 Ubuntu Linux

    Io non dubito che ci siano anche imposte molto più inique di questa in Italia, ma al momento si parla dell’equo compenso, poi in altre sedi o in altre discussioni di questa sede di quelle.
    Chi ha poco denaro in tasca e altre priorità di spesa tra cui cibo e vestiario e casa e mobilio et cetera, con unimposta sul valore aggiunto che è aumentata di due punti percentuali, io temo che si facciano un autogol clamoroso. La loro rischia di essere una Vittoria di Pirro. E un motivo in più per congestionare le spese.
    Se non si acquistano dispositivi e supporti, visto che la cifra grava sull’utente finale, zero acquisti, zero compensi, zero tituli…
    Sì è quella della prostituzione intellettuale.
    Ed è normale che abbia voluto portare acqua al suo mulino.
    Miley Cyrus è l’attrice di Hanna Montana che è passata ad essere cantante. Carina, sì, magari non sfolgorante, ma …
    C’è stato il concerto di recente al forum di Assago.
    Ma chi ascolta Guccini e De André è probabile che ascolti De Gregori o Battisti o Dalla, dubito che ascolti codesta cantante…

  • Mozilla Firefox 32.0 Windows XP

    Si, è ovvio che non puoi più aumentare nulla altrimenti si congestiona tutto, però, pragmaticamente, se proprio devi (e questo accade perché veniamo da 40 anni di mala politica) mettere nuove imposte è meglio metterle sui telefonini piuttosto che su altri beni primari o su mercati dove rischi di indebolire le aziende italiane.
    Quindi, fermo restando che un’imposta è sempre abbastanza disgustosa, non è poi la più disgustosa di tutte.
    Quell’appello lo ha firmato pure Guccini, quindi, almeno per me, era degno di essere firmato.
    Credevo Miley fosse un nome maschile, grazie, ho pure capito chi è.

  • Mozilla Firefox 31.0 Windows XP

    Se non ci fossero i contenuti audio/video da guardare per che cosa verrebbero utilizzati certi dispositivi?
    I computer servono anche per lavorare o per studiare anche se pure chi lavora o studia non è esente al 101% da distrazioni.
    Telefoni “intelligenti” o tavolette dovrebbero essere usati solo per comunicare (e basterebbe un telefono) o per studiare (e io ci aggiungo il lavoro) e ne venderebbero davvero molti di meno.
    Se un dispositivo è un computer a tutti gli effetti, per quanto principalmente dedicato alla telefonia, io mi apetto che ci si possa fare grossomodo tutto quello che si farebbe con un computer, spanne circa, lettura di file multimediali e di libri elettronici inclusa.
    Chi vende questi dispositivi ha sicuramente fatto degli studi sul loro utilizzo per poter avere un ritorno positivo dall’investimento costruttivo. Non sono sicuro che in termini percentuali tanta gente faccia copie delle opere coperte da diritto d’autore che ha acquistato (sempre che sia stato comperato).
    Come ha detto Miki64, inviare e ricevere email, socializzare sulle reti sociali (e ce ne sono di meno pervasive e “fuffose” di Faccia Libro e più utili), navigare in siti interessanti, giocare online, fare in piena libertà fotografie e filmati condividendoli magari poi su spazi di storage online, sono altri utilizzi che possono dare un valore contenutistico a un dispositivo. E comunque non sono solo i contenuti a dare un valore agli oggetti, ma anche le finalità per cui viene utilizzato e ciò che si può fare con detti dispositivi.
    Cioè i contenuti audio/video coperti da diritto d’autore (a cui aggiungo anche i libri elettronici) non sono gli unici a dare un valore a un dispositivo come la loro fruizione non è l’unico utilizzo che dia loro un motivo per distinguerli da dei “banali” (ma sono veramente banali, poi ?!?) dispositivi telefonici… e comunque esiste anche la telefonia su Internet (come per esempio Messagenet che offre un servizio di telefono, fax e applicazione per dispositivi iOS e Android, di cui anche Gioxx ha parlato nel suo blog)
    L’appello firmato da Guccini (stimo e rispetto il cantautore, ma non necessariamente sono d’accordo in tutto e per tutto al 101%) come da altri personaggi come Nannini, Zucchero e Mogol, (stimo pure loro, ma la autonomia decisionale nel formarmi un pensiero appartiene esclusivamente al mio arbitrio) è quello, come evidenziato da Miki64, in cui si chiede al nuovo ministro dei Beni culturali di approvare con la massima urgenza l’adeguamento dell’equo compenso per copia privata (adeguamento che a Gennaio era stato congelato quando uno studio aveva portato all’attenzione del precedente ministro che non così tanta gente si avvale della copia privata e che il telefonino non risulta essere un dispositivo largamente utilizzato a tale scopo) e che le nuove tariffe siano in linea con quei paesi europei, come Francia e Germania, (tariffe che sono le più care, e l’onestà intellettuale di chi ha esposto certi dati e ha fatto certe affermazioni che fine ha fatto ?!? Guarda caso le tariffe che in Germania sono più basse di quelle italiane non sono pervenute, forse perchè chi leggeva quei dati avrebbe pensato che le si sarebbero anche potute abbassare ?!?) che hanno attuato in questi anni politiche serie di sostegno e tutela della cultura nel pieno rispetto dello sviluppo tecnologico (non dubito dell’impegno di queste due nazioni a favore della cultura, ma dubito del fatto che delle ricette valide in uno o due paesi esteri, possano essere applicate in Italia e che avrebbero la medesima efficacia in un contesto che nel suo complesso è differente).

  • Mozilla Firefox 31.0 Windows XP

    Ah a proposito dell’incipit in cui si fa notare il come qualcune a fronte di una cosa che fa, ne sbaglia poi due mi tornano alla memoria le parole di un “poeta”:
    <>
    E sempre a proposito di dignità, mi ricordo la scena in Frankestein Junior quando il dottor Frankestein al pensiero di aver fallito il suo esperimento di rianimare il mostro dice <> ma poi si avventa sul cadavere, insultandolo, … al che poi Igor ripete <<Calma, dignità e classe!>> quasi come a voler dimostrare la differenza fra idea e azione …

  • Mozilla Firefox 31.0 Windows XP

    Boh sono state tagliate queste due citazioni…

    Prima pagina venti notizie ventuno ingiustizie e lo Stato che fa?
    Si costerna, s’indigna, s’impegna, poi getta la spugna con gran dignità!

    Se la scienza ci insegna qualcosa, ci insegna ad accettare i nostri fallimenti, come i nostri successi, con calma, dignità e classe…

  • Mozilla Firefox 32.0 Windows XP

    https://www.youtube.com/watch?v=nNCTyVnu6rE
    🙂

    Per la citazione, non so… 😕
    In teoria dovrebbe funzionare usando il markdown (usando il simbolo > come nelle mail):

    Questa è una citazione.

  • Mozilla Firefox 24.0 Windows XP

    Si, è ovvio che non puoi più aumentare nulla altrimenti si congestiona tutto, però, pragmaticamente, se proprio devi (e questo accade perché veniamo da 40 anni di mala politica) mettere nuove imposte è meglio metterle sui telefonini piuttosto che su altri beni primari o su mercati dove rischi di indebolire le aziende italiane.

    Quoto in pieno il pensiero di gialloporpora.
    Servono soldi? E allora non inventatevi balle assurde tipo tasse pro cultura o diritti d’autore per gli sconosciuti con un documento che puzza di imbroglio lontano mille chilometri!

    A proposito di S.I.A.E., un mio conoscente compositore (regolarmente iscritto suo malgrado alla S.I.A.E. E sempre puntuale nei 150 euro annuali di estors… iscrizione) mi faceva notare che nonostante lui suoni sempre e spesso dei pezzi creati da lui (e si scambi tali pezzi con altri sconosciuti colleghi, in modo da rimpolpare il borderò della S.I.A.E.) non riceve ormai che pochi euro all’anno di compenso.
    Questo perché non è possibile online verificare in tempo reale la situazione dei propri compensi, voi pensate che io lo faccio con un pachiderma come l’INPS per i miei contributi lavorativi o con la ERG per controllare i miei sconti… ma con la S.I.A.E. no!
    A voi non puzza questa cosa?

    Eppure la S.I.A.E. è ultra-efficiente online quando il mio povero conoscente deve immettere i dati dei brani riprodotti con la sua attività di D.J. (altra estors… licenza a parte): ci sono ben 2.000 (duemila!) brani da compilare con relativo CD, versione, etichetta, autore, album di provenienza e chi più ne ha più ne metta…
    E il bello è che, pur immettendo questi dati e pur pagando una regolare tassa, in caso di controllo S.I.A.E. un Disk Jockey deve pure dimostrare da dove proviene il brano che sta diffondendo… Insomma, tasse su tasse per non essere neppure padroni di quello che si acquista regolarmente e che si salva per sicurezza su altri supporti.

    Mi dispiace per la firma di Guccini, comunque. 😛

  • Mozilla Firefox 31.0 Windows XP

    se proprio devi (e questo accade perché veniamo da 40 anni di mala politica) mettere nuove imposte è meglio metterle sui telefonini piuttosto che su altri beni primari o su mercati dove rischi di indebolire le aziende italiane

    OK che bisogna mettere imposte perché bisogna fare cassa e servono soldi per tutta una serie di motivazioni.
    Ok che veniamo da tanti anni di cattiva gestione e i risultati si vedono e la cosa è banalmente ovvia perché le cose al mondo non capitano per caso, ma ci sono tre cose, la preparazione, l’impreparazione e l’imponderabile.
    OK che il telefonino non è un bene primario anche se la reperibilità è in alcuni casi una necessità di un certo rilievo come la possibilità di poter comunicare (se mi viene un infarto io [o chi mi assiste] devo [deve] poter telefonare al 118, e anche con urgenza, e per quello basta un telefonino normale).
    Ma se il telefono ha come unica cosa multimediale la suoneria personalizzabile io mi chiedo che senso abbia una tassa del genere…
    Se il dispositivo è multimediale, c’è stato uno studio che ha stabilito che la copia personale su codesti strumenti non è poi così frequente. Cioè andremmo a pagare non tanto per aver fatto la copia personale ma per la facoltà di farla. Al che io mi chiedo se veramente interessa questa facoltà.
    Che poi da qualche parte li si debbano racimolare i soldi che servono e che sia meglio farlo sui telefonini, OK.
    Ma il problema poi è che questo compenso finisce comunque con il gravare sull’utente finale che finisce con il pagare maggiormente uno strumento che per alcuni è importante per esigenze di vita vissuta… E sono soldi che non può utilizzare per qualcos’altro, e in una famiglia composta da due conviventi più figli di solo una delle due persone o di entrambe le persone, l’estors… ops l’esborso inizia ad acquistare peso.

  • Mozilla Firefox 32.0 Windows XP

    Se non sbaglio, l’imposta sui telefonininon smart è pure diminuita e per la reperibilità quelli basterebbero, anzi a essere pignoli in questo caso l’imposta non dovrebbe proprio esistere perché viene meno la giustificazione adotta alla sua introduzione.
    Se vuoi fare qualcosa di davvero utile per diminuire i rischi da infarto, più che un telefonino ti servirebbe avere una rete di defibrillatori nei luoghi pubblici come in altri Paesi più civili.
    Però le imposte son già troppe e oramai qualunque nuova imposta (o aggiornamento verso l’alto di una vecchia) è ingiustificabile, dovrebbero certamente iniziare col tagliare le spese, però questa è una cosa molto complicata in Italia. In linea generale tutti sono d’accordo parlando in astratto, poi però quando vai nello specifico c’è sempre questa o quella categoria che storce il naso perché gli si vanno a toccare i privilegi “acquisiti”.
    il risultato, dopo estenuanti chiacchere su giornali, telegiornali, dibattiti, ecc…, è sempre lo stesso: nuove imposte.

  • Mozilla Firefox 31.0 Windows XP

    In linea generale tutti sono d’accordo parlando in astratto, poi però quando vai nello specifico c’è sempre questa o quella categoria che storce il naso perché gli si vanno a toccare i privilegi “acquisiti”.

    Quello dei privilegi acquisiti è un bel problema anche perché questa società in questo periodo di crisi non può reggerli tutti.
    Ma una cosa è il privilegio toccabile e un’altra cosa è ciò che dovrebbe essere essenziale per vivere…
    L’esempio dell’infarto era solo una ipotesi, ma il telefono deve essere in grado di telefonare perché quella è la finalità principale legata alla sua natura di telefono. Ed è il motivo per cui il resto dovrebbe essere un “di più” non strettamente necessario.
    In astratto sono tutti buoni a parlare perché tanto possono delegare la realizzazione delle cose agli altri, come pure la responsabiltà di decidere chi paga e chi fa la fatica concreta, momento in cui tutti si tirano indietro.
    Dire che bisognerebbe fare facile.
    Non so se avete mai visto la vignetta in cui dieci persone stanno parlando attorno a una buca e un operaio la sta scavando.

    Armiamoci e partite! Io vi seguo dopo …

    come disse Totò nel film “Totò contro Maciste”… credo.

  • Mozilla Firefox 32.0 Windows XP

    Un privilegio acquisito è, ad esempio, il vitalizio dei politici, ben diverso da una pensione, che invece è un diritto, almeno sotto certi importi, è inverosimile che uno prenda più soldi da pensionato che da politico attivo. Però loro e qui ci fregano, lo spacciano per un diritto acquisito e quindi intoccabile.

    Non ho mai visto la vignetta, però dalla descrizione sembra essere un’ottima vignetta.

  • Mozilla Firefox 35.0 Windows 7

    La pirateria uccide la musica.
    Ma l’evasione fiscale uccide l’onestà.
    http://www.corriere.it/spettacoli/15_febbraio_19/blitz-finanza-casa-gino-paoli-accusato-evasione-fiscale-ded46934-b81f-11e4-8ec8-87480054a31d.shtml
    Il cielo in una banca?
    Il cielo in una stanza (a scacchi)…
    Sapore di soldi.
    C’era una volta una gatta… che ci lasciò lo zampino.
    Eravamo 4 amici al bar di Lugano…
    Vergogna “senza fine”, signor Paoli!
    Mò per festeggiare la notizia corro a scaricarmi un LP di Gino Paoli.. .eh eh eh eh…

  • Mozilla Firefox 45.0 Windows 7

    “La Corte di Giustizia europea boccia l’equo compenso”
    di Michele Nasi (23/09/2016) ilSoftware.it
    >I giudici della Corte di Giustizia hanno stabilito che alcuni aspetti della legislazione italiana in materia di equo compenso sono contrari al diritto dell’Unione Europea.
    La cosa triste è che
    >La Corte di Giustizia ha quindi dato ragione a Nokia, HP, Telecom Italia, Samsung, Dell, Fastweb, Sony e Wind che avevano avviato una vertenza contro l’equo compenso
    non perché la vertenza era stata avviata dall’utenza finale.

    “La Corte Europea smonta l’equo compenso italiano”
    Marco Viviani, 23 settembre 2016, 11:52
    webnews.it
    >Secondo la Corte di Giustizia l’equo compenso per copia privata in Italia non rispetta le direttive: ora si apre il fronte rimborsi da parte della Siae.

    Questa pronuncia si sussegue a una notizia di maggio di quest’anno anche essa comparsa su Webnews e probabilmente su altre testate.
    “Equo compenso incompatibile con le norme europee”
    Filippo Vendrame, 5 maggio 2016, 14:36
    >Secondo la Corte di giustizia UE, l’equo compenso risulterebbe incompatibile con le norme europee; per la SIAE il sistema della copia privata è legittimo.

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    Perché dici che è “la cosa triste”?
    Sei favorevole all’equo compenso, Deckard?

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    La Corte di Giustizia ha dato ragione a delle aziende come Nokia, HP, Telecom Italia, Samsung, Dell, Fastweb, Sony e Wind, aziende che hanno come finalità principale l’attività commerciale, non necessariamente l’attenzione alla clientela e all’utenza.
    HP per esempio aveva introdotto una modifica nel firmware dei propri prodotti al fine di bloccare i tone (e probabilmente anche le cartucce) non originali, ovvero senza un determinato chip. Hp poi ha dovuto fare marcia indietro cercando di giustificare la scelta come una preoccupazione che toner non originali potessero creare problematiche.
    L’utenza più volte aveva cercato di far capire come l’equo compenso fosse una cosa pensata e concepita male già nella migliore delle ipotesi, ma nessuna istituzione o tribunale ha veramente ascoltato utenti e consumatori…
    Questa è la tristezza della cosa…

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