Che pacchia lavorare nei Carabinieri, in Telecom o alla RAI!

[ExtenZelig] Complice un’inattività forzata, sono costretto da un po’ di tempo a seguire la fiction “Don Matteo” in streaming, proprio io che non guardo mai la televisione da una vita.
Se dovessimo credere a tutto quello che questo glorioso telefilm – ormai ridotto ad una macchietta di se stesso – presenta, allora avere un posto di lavoro nei Carabinieri o in TIM/Telecom (a proposito, manco hanno aggiornato il logo questi sfaticati della RAI!) significherebbe fregarsi uno stipendio senza fare nulla ogni santo giorno di lavoro!
Infatti, avete avuto un posto di lavoro nei Carabinieri?
Sappiate allora che:
– se sarete impiegati nel ramo investigativo potrete dormire tra quattro cuscini perché tanto ci penserà un parroco in bicicletta a scovare i colpevoli per voi;
– se sarete addetti agli arresti o ai fermi dei sospettati, non faticherete mai più di tanto perché il primo sospettato è sempre innocente (ma spesso pure il secondo). E comunque i Carabinieri hanno Ghisoni che arresta le persone, un vero professionista delle manette più del Manetta di Basettoni!
– se sarete assunti come autisti, potete pure prendervela con comodo: la vostra Alfa Romeo verrà puntualmente surclassata da un sacerdote settantenne in bicicletta;
– se lavorerete in ufficio in realtà non lavorerete perché dalla mattina alla sera sarete impegnati in partite a scacchi o in equivoci e scambi di persona, nulla di particolarmente impegnativo, insomma;
– se lavorerete al terminale di un PC avrete sempre il salvaschermo attivo (ergo: non farete nulla come gli altri perché tanto il PC lo sa usare solo il nipote raccomandato del Maresciallo);
– se siete il nipote raccomandato del Maresciallo non farete granché oltre a sopportare le mattane di vostro zio ed a prendervi una montagna di antidolorifici per la vostra faccia percossa quotidianamente. Dovrete però saper parlare in maniera forbita e burocratica;
– se siete una femminuccia, vi arruoleranno e non si sa bene che cosa vi faranno fare nell’Arma: vi si vedrà praticamente solo su una piazza cittadina davanti ai piantoni o all’interno dell’ufficio del Capitano pronte a cadere negli equivoci di uno zio ficcanaso;
– se diventerete Maresciallo sarà uno spasso perché potrete torturare con le vostre fandonie il vostro diretto superiore che sarà pure vostro genero (doppia punizione… ah ah ah!). Potreste ficcare il naso dappertutto, equivocare su tutto quello che farete (o meglio, che non farete), perdere puntualmente le partite a scacchi contro un sacerdote che è sempre primo in tutto (ma finirà ultimo come vuole la Bibbia… non l’ho scritta io, eh?), potrete cambiare casa come si cambia una maglietta ma la vostra magione chissà perché sarà sempre con le porte spalancate oppure sarà occupata perennemente da nipoti e parenti siculo-pugliesi, potrete essere maldestri e imbranati finché vorrete poiché tanto le castagne dal fuoco ve le toglierà un sacerdote dal cervello fino (e dalla bicicletta indistruttibile, vedere dopo) e le colpe le pagheranno sempre i vostri colleghi di caserma, infine farete i ruffiani a vita senza rischiare mai nulla. Purtroppo se diventerete Marescialli non vi accorgerete mai che vi hanno sostituito la figlia minore per ben due volte, ma questo è l’unico aspetto triste della faccenda…
– se diventerete Capitano farete semplicemente una bella vita. Vi risolveranno i casi più spinosi senza che voi ne sappiate nulla, vi ronzeranno attorno le maestre di vostra figlia, le figlie (e le nipoti) del vostro Maresciallo, i Pubblici Ministeri (se sono femmine) o le loro compagne (se i Pubblici Ministeri sono maschi)…. insomma, una vera pacchia sessuale se non fosse che il rischio più grande è quello di rimbecillire dietro i soliti equivoci provocati da un maldestro e ruffiano Maresciallo (avete voluto il prete in bicicletta? E adesso fatelo pedalare!)

Se non volete arruolarvi, però, non preoccupatevi: per voi c’è sempre la possibilità di lavorare in Telecom sempre senza fare un cavolo da mane a meriggio.
Se seguite la fiction, infatti, scoprirete che in TIM:
– si va tutto il giorno a gironzolare con la Panda rossa, sorridendo alla gente perché si è pagati per non fare niente (ecco perché la mia ADSL fa schifo: e lavorate! Maledetti!);
– vi potete permettere di stabilire voi gli orari e le competenze di lavoro anche se il papà Maresciallo dei Carabinieri non vi ha raccomandato (e comunque non è vostro padre: Assuntina nelle prime 8 serie era diversa e quest’anno è ugualmente diversa da quella dell’anno scorso!);
– vi sarà possibile aiutare il parroco di una canonica di pazzi nelle sue indagini invece di bussare casa per casa e cercare i doppini marciti che non mi fanno navigare bene con Internet (maledetti al cubo!);
– non farete un cavolo anche voi dalla mattina alla sera senza neppure essere un rappresentante sindacale! (Maledetti all’ennesima potenza, possibile che l’UNICO rappresentante sindacale Telecom in Italia che capisce qualcosa del suo lavoro – si chiama Maurizio, è un tecnico coscienzioso e non è un lavativo – lo fanno lavorare in Piemonte e non da me in Puglia?)
– anche a casa vostra, comunque, non si saprà mai le porte perché sono sempre aperte e come mai uno vive nella casa dell’altro quando invece la case sono separate.

Ma se non volete arruolarvi nei Carabineri o farvi assumere in TIM perché qualcosa te la fanno fare comunque, non preoccupatevi: per voi c’è sempre la possibilità di lavorare in RAI, ovviamente sempre senza fare un cavolo dall’alba al tramonto.
Se seguite la fiction, infatti, scoprirete che in RAI è possibile scrivere degli sceneggiati con i piedi, nei quali (sceneggiati, non piedi) è possibile:
– che il 98% degli omicidi in Italia avviene a Gubbio o a Spoleto, vere culle della criminalità più incallita;
– far resuscitare sempre e comunque la vittima che è in coma;
– provocare un omicidio sicuro con una semplice spinta (non so come mai quelli della mia generazione non si trovano tutti o al camposanto o in gattabuia);
– applicare la “spending review” alla cavolo di cane, lasciando a casa la bella e dolce Patrizia Cecchini per poi scritturare una pseudoattrice costosa e ignobile come Belèn Rodriguez;
– tagliare i costi facendo fuori Assuntina dopo 8 serie e mettendone altre due al suo posto nelle serie successive (manco la moglie del Maresciallo Cecchini s’è accorta dello scambio! E poi dicono che le mamme riconoscerebbero i figli a miglia e miglia di distanza tra un migliaio di cloni!);
– far sì che le figlie di una ragazza madre ospitata in canonica e le figlie di un Capitano ospitato dai suoceri (o è il contrario? Tanto con le case non si capisce nulla, poster compresi!) crescano a vista d’occhio: quest’anno una dovrebbe avere 6 anni e l’altra 2 o 3, invece sono già belle grandicelle… temo che nella prossima puntata la RAI le farà fuori (come ha fatto con Patrizia) se solo si azzardano a chiedere un compenso maggiore per comprarsi un sacchetto di caramelle in più e al loro posto metteranno due maggiorenni (e maggiorate, visto che ci sono);
– far cantare i gioiosi uccelli in cielo anche in pieno inverno o anche all’interno di una cantina buia;
– far scovare i colpevoli di un tentato omicidio al parroco del paese ma poi dimenticarsi per ben due episodi di farli arrestare dai sopraggiunti Carabinieri in Alfa;
– far frequentare ai propri figli un istituto superiore in cui una preside ha fatto un lifting terrificante che le ha trasformato la faccia peggio di un canotto obeso;
– dotare l’investigatore con la tonaca di una bicicletta indistruttibile visto che al termine della corsa la sbatte impietosamente e violentemente contro i muri di prigione e di ospedali e la bicicletta non fa una piega;
– mettere su qualsiasi superficie orizzontale della canonica alcuni cesti di frutta talmente abbondante che la domanda ovvia è: hanno risparmiato sul compenso di Patrizia per pagare i debiti con l’ortolano? Ma tutta quella frutta non marcisce mai o i debiti li hanno contratti col fornitore di frutta di plastica?
– far convivere in una canonica (ma Agostino e il cane che fine hanno fatto? Li hanno dimenticati nel trasloco, a Gubbio? Erano i più normali in una canonica di pazzoidi nevrotici!) una perpetua isterica, un sagrestano bicefalo, un odioso ex-carcerato tanto stupido quanto antipatico che non lavora ma mantiene una motocicletta e un aeroplano a due posti (forse lavora in RAI?), una ragazza-madre scema anziché no che però quest’anno è diventata furba e si è fidanzata con un miliardario che è Clark Kent in incognito.

E se proprio non riuscite ad entrare nei Carabinieri, o in Telecom o in RAI, come potrete allora vivere senza lavorare?
Potreste farvi assumere al Comune di San Remo o a quello di Roma?
Ma no, c’è una via meno faticosa.
Rubate o uccidete qualcuno (basta una spinta) e, dopo che avranno arrestato almeno un paio di innocenti, fatevi rinchiudere in carcere a Spoleto: quella non è una prigione, è un agriturismo! E dalle finestre dell’agriturismo non si vede il sole a scacchi ma un panorama di incomparabile bellezza! E non ci si veste col pigiama a a righe ma con raffinati abiti alla moda! E i carcerati (e soprattutto le carcerate) non sono torvi esseri abbruttiti da un destino avverso o da scelte sbagliate ma sono dei/delle veri/vere top models! Che pacchia!

2 Responses to “Che pacchia lavorare nei Carabinieri, in Telecom o alla RAI!”


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    tutti e 4 in famiglia abbiamo letto l’articolo e ci siamo divertiti molto. complimenti!
    giovanni

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    Divertentissimo! E’ proprio vero! i miei complimenti all’autore!

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