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Che pacchia lavorare nei Carabinieri, in Telecom o alla RAI!

[ExtenZelig] Complice un’inattività forzata, sono costretto da un po’ di tempo a seguire la fiction “Don Matteo” in streaming, proprio io che non guardo mai la televisione da una vita.
Se dovessimo credere a tutto quello che questo glorioso telefilm – ormai ridotto ad una macchietta di se stesso – presenta, allora avere un posto di lavoro nei Carabinieri o in TIM/Telecom (a proposito, manco hanno aggiornato il logo questi sfaticati della RAI!) significherebbe fregarsi uno stipendio senza fare nulla ogni santo giorno di lavoro!
Infatti, avete avuto un posto di lavoro nei Carabinieri?
Sappiate allora che:
– se sarete impiegati nel ramo investigativo potrete dormire tra quattro cuscini perché tanto ci penserà un parroco in bicicletta a scovare i colpevoli per voi;
– se sarete addetti agli arresti o ai fermi dei sospettati, non faticherete mai più di tanto perché il primo sospettato è sempre innocente (ma spesso pure il secondo). E comunque i Carabinieri hanno Ghisoni che arresta le persone, un vero professionista delle manette più del Manetta di Basettoni!
– se sarete assunti come autisti, potete pure prendervela con comodo: la vostra Alfa Romeo verrà puntualmente surclassata da un sacerdote settantenne in bicicletta;
– se lavorerete in ufficio in realtà non lavorerete perché dalla mattina alla sera sarete impegnati in partite a scacchi o in equivoci e scambi di persona, nulla di particolarmente impegnativo, insomma;
– se lavorerete al terminale di un PC avrete sempre il salvaschermo attivo (ergo: non farete nulla come gli altri perché tanto il PC lo sa usare solo il nipote raccomandato del Maresciallo);
– se siete il nipote raccomandato del Maresciallo non farete granché oltre a sopportare le mattane di vostro zio ed a prendervi una montagna di antidolorifici per la vostra faccia percossa quotidianamente. Dovrete però saper parlare in maniera forbita e burocratica;
– se siete una femminuccia, vi arruoleranno e non si sa bene che cosa vi faranno fare nell’Arma: vi si vedrà praticamente solo su una piazza cittadina davanti ai piantoni o all’interno dell’ufficio del Capitano pronte a cadere negli equivoci di uno zio ficcanaso;
– se diventerete Maresciallo sarà uno spasso perché potrete torturare con le vostre fandonie il vostro diretto superiore che sarà pure vostro genero (doppia punizione… ah ah ah!). Potreste ficcare il naso dappertutto, equivocare su tutto quello che farete (o meglio, che non farete), perdere puntualmente le partite a scacchi contro un sacerdote che è sempre primo in tutto (ma finirà ultimo come vuole la Bibbia… non l’ho scritta io, eh?), potrete cambiare casa come si cambia una maglietta ma la vostra magione chissà perché sarà sempre con le porte spalancate oppure sarà occupata perennemente da nipoti e parenti siculo-pugliesi, potrete essere maldestri e imbranati finché vorrete poiché tanto le castagne dal fuoco ve le toglierà un sacerdote dal cervello fino (e dalla bicicletta indistruttibile, vedere dopo) e le colpe le pagheranno sempre i vostri colleghi di caserma, infine farete i ruffiani a vita senza rischiare mai nulla. Purtroppo se diventerete Marescialli non vi accorgerete mai che vi hanno sostituito la figlia minore per ben due volte, ma questo è l’unico aspetto triste della faccenda…
– se diventerete Capitano farete semplicemente una bella vita. Vi risolveranno i casi più spinosi senza che voi ne sappiate nulla, vi ronzeranno attorno le maestre di vostra figlia, le figlie (e le nipoti) del vostro Maresciallo, i Pubblici Ministeri (se sono femmine) o le loro compagne (se i Pubblici Ministeri sono maschi)…. insomma, una vera pacchia sessuale se non fosse che il rischio più grande è quello di rimbecillire dietro i soliti equivoci provocati da un maldestro e ruffiano Maresciallo (avete voluto il prete in bicicletta? E adesso fatelo pedalare!)

Se non volete arruolarvi, però, non preoccupatevi: per voi c’è sempre la possibilità di lavorare in Telecom sempre senza fare un cavolo da mane a meriggio.
Se seguite la fiction, infatti, scoprirete che in TIM:
– si va tutto il giorno a gironzolare con la Panda rossa, sorridendo alla gente perché si è pagati per non fare niente (ecco perché la mia ADSL fa schifo: e lavorate! Maledetti!);
– vi potete permettere di stabilire voi gli orari e le competenze di lavoro anche se il papà Maresciallo dei Carabinieri non vi ha raccomandato (e comunque non è vostro padre: Assuntina nelle prime 8 serie era diversa e quest’anno è ugualmente diversa da quella dell’anno scorso!);
– vi sarà possibile aiutare il parroco di una canonica di pazzi nelle sue indagini invece di bussare casa per casa e cercare i doppini marciti che non mi fanno navigare bene con Internet (maledetti al cubo!);
– non farete un cavolo anche voi dalla mattina alla sera senza neppure essere un rappresentante sindacale! (Maledetti all’ennesima potenza, possibile che l’UNICO rappresentante sindacale Telecom in Italia che capisce qualcosa del suo lavoro – si chiama Maurizio, è un tecnico coscienzioso e non è un lavativo – lo fanno lavorare in Piemonte e non da me in Puglia?)
– anche a casa vostra, comunque, non si saprà mai le porte perché sono sempre aperte e come mai uno vive nella casa dell’altro quando invece la case sono separate.

Ma se non volete arruolarvi nei Carabineri o farvi assumere in TIM perché qualcosa te la fanno fare comunque, non preoccupatevi: per voi c’è sempre la possibilità di lavorare in RAI, ovviamente sempre senza fare un cavolo dall’alba al tramonto.
Se seguite la fiction, infatti, scoprirete che in RAI è possibile scrivere degli sceneggiati con i piedi, nei quali (sceneggiati, non piedi) è possibile:
– che il 98% degli omicidi in Italia avviene a Gubbio o a Spoleto, vere culle della criminalità più incallita;
– far resuscitare sempre e comunque la vittima che è in coma;
– provocare un omicidio sicuro con una semplice spinta (non so come mai quelli della mia generazione non si trovano tutti o al camposanto o in gattabuia);
– applicare la “spending review” alla cavolo di cane, lasciando a casa la bella e dolce Patrizia Cecchini per poi scritturare una pseudoattrice costosa e ignobile come Belèn Rodriguez;
– tagliare i costi facendo fuori Assuntina dopo 8 serie e mettendone altre due al suo posto nelle serie successive (manco la moglie del Maresciallo Cecchini s’è accorta dello scambio! E poi dicono che le mamme riconoscerebbero i figli a miglia e miglia di distanza tra un migliaio di cloni!);
– far sì che le figlie di una ragazza madre ospitata in canonica e le figlie di un Capitano ospitato dai suoceri (o è il contrario? Tanto con le case non si capisce nulla, poster compresi!) crescano a vista d’occhio: quest’anno una dovrebbe avere 6 anni e l’altra 2 o 3, invece sono già belle grandicelle… temo che nella prossima puntata la RAI le farà fuori (come ha fatto con Patrizia) se solo si azzardano a chiedere un compenso maggiore per comprarsi un sacchetto di caramelle in più e al loro posto metteranno due maggiorenni (e maggiorate, visto che ci sono);
– far cantare i gioiosi uccelli in cielo anche in pieno inverno o anche all’interno di una cantina buia;
– far scovare i colpevoli di un tentato omicidio al parroco del paese ma poi dimenticarsi per ben due episodi di farli arrestare dai sopraggiunti Carabinieri in Alfa;
– far frequentare ai propri figli un istituto superiore in cui una preside ha fatto un lifting terrificante che le ha trasformato la faccia peggio di un canotto obeso;
– dotare l’investigatore con la tonaca di una bicicletta indistruttibile visto che al termine della corsa la sbatte impietosamente e violentemente contro i muri di prigione e di ospedali e la bicicletta non fa una piega;
– mettere su qualsiasi superficie orizzontale della canonica alcuni cesti di frutta talmente abbondante che la domanda ovvia è: hanno risparmiato sul compenso di Patrizia per pagare i debiti con l’ortolano? Ma tutta quella frutta non marcisce mai o i debiti li hanno contratti col fornitore di frutta di plastica?
– far convivere in una canonica (ma Agostino e il cane che fine hanno fatto? Li hanno dimenticati nel trasloco, a Gubbio? Erano i più normali in una canonica di pazzoidi nevrotici!) una perpetua isterica, un sagrestano bicefalo, un odioso ex-carcerato tanto stupido quanto antipatico che non lavora ma mantiene una motocicletta e un aeroplano a due posti (forse lavora in RAI?), una ragazza-madre scema anziché no che però quest’anno è diventata furba e si è fidanzata con un miliardario che è Clark Kent in incognito.

E se proprio non riuscite ad entrare nei Carabinieri, o in Telecom o in RAI, come potrete allora vivere senza lavorare?
Potreste farvi assumere al Comune di San Remo o a quello di Roma?
Ma no, c’è una via meno faticosa.
Rubate o uccidete qualcuno (basta una spinta) e, dopo che avranno arrestato almeno un paio di innocenti, fatevi rinchiudere in carcere a Spoleto: quella non è una prigione, è un agriturismo! E dalle finestre dell’agriturismo non si vede il sole a scacchi ma un panorama di incomparabile bellezza! E non ci si veste col pigiama a a righe ma con raffinati abiti alla moda! E i carcerati (e soprattutto le carcerate) non sono torvi esseri abbruttiti da un destino avverso o da scelte sbagliate ma sono dei/delle veri/vere top models! Che pacchia!

[Indovinello] Vediamo chi sa piegare un foglio di carta…

questo indovinello mi è venuto in mente dopo aver visto una conferenza su TED e l’ho messo sul mio profilo Facebook, però ho visto che sembra più complicato di quanto io pensassi e quindi, visto che passavo di qua per aggiornare WordPress, lo condivido anche qui.

Lo scopo dell’indovinello non è quello di stabilire l’esatta distanza in millimetri, metri o chilometri, ma di scegliere una delle dieci opzioni fra quelle proposte (una è corretta).

L’indovinello

Supponendo di avere un foglio di carta dello spessore di un decimo di millimetro (è lo spessore di un normalissimo foglio di carta) “abbastanza grande” da poter essere piegato per 50 volte, a quale delle seguenti grandezze si avvicina lo spessore del blocco dopo la cinquantesima piega?

Possibili risposte

  1. spessore di una moneta (qualche millimetro)
  2. una sigaretta (qualche centimetro)
  3. l’altezza di una persona adulta
  4. la torre Eiffel (324 metri)
  5. il monte Everest (8848 metri)
  6. il fiume Po (650 chilometri)
  7. un giro del mondo (40000 chilometri)
  8. la distanza Terra Luna (384000 chilometri)
  9. la distanza Terra Sole (150 milioni di chilometri)
  10. un anno luce o più (circa 63000 volte la distanza Terra Sole o più)

Per determinare l’esatto spessore raggiunto probabilmente serve una calcolatrice, siccome è sufficiente indovinare l’ordine di grandezza, si può fare anche a mente facendo una buona approssimazione, comunque Google è anche un’ottima calcolatrice.

Se qualcuno obietta, a ragione, che l’ingegneria dei materiali non ci consente di piegare 50 volte un foglio di carta, può continuare segando il blocco di carta e mettere le due metà una sopra l’altra.

Soluzione

Equo compenso? Iniquo scompenso! Come prendere per i fondelli il popolo italiano e la sua lingua…

Con il recente comunicato del Ministero dei Beni Culturali, presieduto da un confusionario Dario Franceschini (che di questi tempi fa una cosa e ne sbaglia due), c’è stato recentemente un aumento della tariffe per l’equo compenso, che finirà per rallentare il mercato già in crisi a causa dei costi più alti, poiché i costi sostenuti dall’industria finiranno per riversarsi sui consumatori.

Non sto qui adesso a ripetere la solita solfa sui diritti non riconosciuti della copia privata, sulla conseguente legalizzazione indiretta delle copie pirata, sulla sproporzione delle gabelle gravanti sui supporti, sul carrozzone statale e parassita che è la S.I.A.E. … tutte queste cose le hanno trattate altri blog in maniera molto approfondita e imparziale.

Vorrei però farvi notare con questo articolo che il comunicato del Ministro è talmente pieno di lacune e falsità che le opposizioni potrebbero chiedere in Parlamento l’immediato arresto del Ministro per “palese presa per i fondelli del popolo italiano” (se poi ci scappa anche un’impiccagione non mi farebbe schifo, eh?).

Perché? Analizziamo il comunicato e commentiamolo pure con una buona dose di sarcasmo.

“… dopo un’approfondita istruttoria e un confronto che ha visto coinvolte tutte le categorie interessate.”

Lasciamo per un attimo da parte l’approfondita e passiamo alle categorie interessate. Sicuramente c’erano i rappresentanti dei grossi nomi dell’industria discografica e non solo, ma mi riesce difficile credere che ci fossero i rappresentanti di SanDisk, Hitachi, LaCie, Trascend, Lexar, Western Digital e compagnia bella. Possibile che questi produttori, con la crisi attuale, siano contenti di questi aumenti? Non lo sono i grossi colossi del tabacco quando aumentano le sigarette, figuriamoci costoro, ben consci che ogni aumento è un disincentivo alla vendita “tradizionale” in Italia (c’è sempre Internet con i relativi siti inglesi o spagnoli o cinesi o c’è persino il contrabbando per i supporti più convenienti).

“…il decreto ministeriale che aggiorna per il prossimo triennio il compenso per la riproduzione privata di fonogrammi e di videogrammi previsto dalla legge sul diritto d’autore.”

Il mio correttore ortografico mi sottolinea in rosso la parola “videogrammi”! Che cavolo è un “videogramma”? Forse la ripresa televisiva di una bilancia? O forse è una bella parola messa lì per “comprendere tutto e non escludere nulla”, in modo che al popolo ignorante bue non venga in mente di trovare la scappatoia e di farla franca col balzello? Ma chi ha scritto cotanto comunicato? Un epigono del grande Vate che era particolarmente ispirato nel creare un neologismo? Ah, qualcuno usa ancora in Itala i “fonogrammi”? Cavolo, non lo sapevo che su un telefono fisso o su un radiotelefono da taxi si potessero archiviare le mie copie pirata di “Marvel Agent of S.H.I.E.L.D.”! L’avessi saputo, mi sarei precipitato subito in un negozio di telefonia d’epoca a farne una buona scorta per i prossimi tre anni!

“Il Ministro Franceschini e il Presidente della Siae, Gino Paoli”

Attenti! Sono due persone diverse, ma sono praticamente la stessa cosa, visto che il Ministero è il succube lacchè del carrozzone S.I.A.E. (che si scrive come ho fatto io, non come ha fatto l’ispirato autore del documento).

“hanno convenuto di impegnarsi, per la parte incrementale di gettito delle nuove tariffe, affinché tutte le categorie di titolari dei diritti di copia privata impieghino una quota di tali somme alla promozione di giovani autori e artisti e di opere prime.”

Il che vuol dire che si spartiranno i soldi in più (difficili da quantificare anziché no) tra loro, poiché è ben noto che la S.I.A.E. NON aiuta i giovani autori e gli artisti sconosciuti. Come posso affermare questo con tanta sicumera? Prima di tutto basta leggere i commenti di questi sconosciuti artisti nei vari blog. Poi sappiate che per motivi professionali sono quotidianamente a contatto con questi giovani e le loro lamentele non si discostano da quelle di chi è intervenuto nei blog: chi li ha mai visti i soldi della S.I.A.E.? Tralascio, date le mie esperienze quotidiane, dettagli poco edificanti sul comportamento omissivo e complice di alcuni ispettori S.I.A.E. nei confronti di certi datori di lavoro che assumono artisti sconosciuti e vi faccio notare che il documento di richiesta è stato firmato da grandi nomi dello spettacolo, non certo da artisti sconosciuti. Quindi? È un po’ come quei politici che fanno le leggi per aumentarsi lo stipendio, insomma.

“Con questo intervento – ha commentato Franceschini – si garantisce il diritto degli autori e degli artisti alla giusta remunerazione delle loro attività creative, senza gravare sui consumatori.”

Ah, no, davvero, eh? Fatemi capire, loro aumentano le tasse sulla benzina e le compagnie petrolifere le pagano senza scaricarle sugli automobilisti? Loro aumentano le tasse sui tabacchi e le industrie manifatturiere le pagano senza scaricarle sui fumatori? Ma costoro credono davvero che ci beviamo ogni loro insulsaggine? L’aumento graverà solo ed esclusivamente su noi consumatori, stop. Anche se nelle schede di memoria delle nostre fotocamere ci conserviamo al massimo gli scatti osé delle nostre amanti e non certo i video osé del concerto di Miley Cyrus a Milano. E non solo. Il giovane cantante che vuole farsi conoscere che cosa fa? Incide le sue canzoni su CD e le distribuisce in giro, a radio private, manager discografici e personalità del mondo musicale per cercare di farsi conoscere. Quindi paga una tassa su quei CD (CD che servono a farsi conoscere) che gli sarà restituita in quanto è appunto uno sconosciuto… Genialmente arzigogolato, vero?

“CAPZIOSO CHI PARLA DI TASSA SUI TELEFONINI A CARICO DEI CONSUMATORI “Parlare di tassa sui telefonini è capzioso e strumentale: il decreto non introduce alcuna nuova tassa ma si limita a rimodulare ed aggiornare le tariffe che i produttori di dispositivi tecnologici dovranno corrispondere (a titolo di indennizzo forfettario sui nuovi prodotti) agli autori e agli artisti per la concessione della riproduzione ad uso personale di opere musicali e audiovisive scaricate dal web. Un meccanismo esistente dal 2009 che doveva essere aggiornato per legge”. “

Oh my God! L’autore di “fonogrammi e di videogrammi” utilizza l’espressione “capzioso”! L’avrà per caso scovata su Wikipedia? Questo paragrafo tende a parare il fondoschiena del Ministro ginopaolesco, mette subito le mani avanti ben sapendo che questo aumento scontenterà tutto il popolo del Web, altro che “un confronto che ha visto coinvolte tutte le categorie interessate” (le associazioni dei consumatori dov’erano in questo confronto?). Nessuno qui le dice che è stata introdotta una nuova tassa, signor Gino Paoli… pardon Dario Franceschini. Qui si dice che si poteva fare a meno di aumentare una tassa già ingiusta. Ah, era previsto dalla Legge questo aumento? Beh, veramente avete scritto “che doveva essere aggiornato per legge” , quindi potevate anche diminuire la tassa visto che “aggiornare” in italiano non significa automaticamente “aumentare”! Scusi la capziosità, signor Gino Franceschini, eh? Faccio poi notare che l’indennizzo forfettario agli autori e agli artisti secondo costoro è dovuto per una presunzione di reato, cioè per le opere musicali e audiovisive scaricate dal web. E allora? Ci inventiamo pure un’altra tassa per le automobili perché si presume che una parte di queste venga utilizzata per scopi criminosi o per investire le persone? Oppure inventiamo pure un’altra tassa per i motocicli perché si presume che una parte di questi venga utilizzata per scippare le vecchiette della loro pensione? Oppure ci inventiamo pure un’altra tassa per li coltelli da cucina perché si presume che una parte di questi venga utilizzata per pugnalare la propria moglie in uno scatto d’ira? (A parte il fatto che in quest’ultimo esempio io non ravviso alcun reato, ma anzi è pura legittima difesa…) E poi, ripeto, uno può comperare benissimo una memoria di massa e le opere musicali e audiovisive salvarsele senza passare dal Web (che si scrive maiuscolo e non minuscolo, signor Dario Paoli) ma con un semplice apparecchietto convertitore da analogico a digitale e relativi cavi, eh? E va bene, sono capzioso io, va bene.

“Il decreto non prevede alcun incremento automatico dei prezzi di vendita.”

Gentile estensore del comunicato, ma lei crede davvero a quello che ha scritto? Persino l’adozione dell’euro non prevedeva alcun incremento automatico dei prezzi di vendita, però sappiamo com’è andata a finire… Non ho altro da aggiungere a questo riguardo, Vostro Onore, l’imputato Dario Gino Paolo Franceschini stavolta l’ha sparata grossa!

“Peraltro, com’è noto, in larga parte gli smartphone e tablet sono venduti a prezzo fisso”.

Gentile autore della presa per i fondelli, me lo spiega in italiano che cosa significa questo paragrafo scritto in italiano? Di che cosa sta cercando di convincerci, scusi? In passato è stato aumentato di un euro il prezzo della benzina per favorire la cultura e infatti oggi gli scavi di Pompei, la Reggia di Caserta, il Colosseo di Roma e altri monumenti italiani stanno crollando a pezzi. Adesso invece aumentate le tasse su smartphone e tablet perché sono venduti ad un fantomatico “prezzo fisso”?

“Ho applicato doverosamente una norma di legge vigente” ha concluso il ministro Franceschini ricordando che “è dal 2012 che le tabelle sull’equo compenso attendevano di essere aggiornate. E ho anche ricostituito il tavolo tecnico che dovrà monitorare l’evoluzione e le tendenze del mercato”.

Franceschini, che cosa combini? Sei pagato per fare i politici e i politici non fanno una mazza tutto il giorno, ecco… Continua tranquillamente “doverosamente” a scaldare la poltrona che occupi e basta, visto che quando legiferi tu sei buono solo a ricostruire dei tavoli tecnici di monitoraggio, cioè in poche parole a fare danni al popolo che i soldi se li suda con il proprio onesto lavoro.

“Il decreto corrisponde alle tante sollecitazioni del mondo della cultura. Solo un mese fa, oltre 4.000 autori hanno chiesto al governo di intervenire a tutela del diritto alla creatività e di monitorare i riflessi della costante e rapida evoluzione tecnologica nel mondo dell’arte.”

Mah, veramente a me risulta che “il Palazzo aveva già meditato di introdurre alla fine del 2013, frenato però dalla prudenza del Ministro Bray, che aveva commissionato un’indagine conoscitiva alla società Quorum per sondare il terreno e valutare l’effettiva necessità di una revisione al rialzo dei prelievi per copia privata fissati nel 2009” (fonte: Punto Informatico). L’inutile ricerca scoprì l’acqua calda: in piena epoca di* cloud storage* gli italiani ormai facevano davvero ben poche copie private di opere audiovisive tutelate dal diritto d’autore, specie attraverso smartphone e tablet. L’inutile ricerca, su pressioni dell’opinione pubblica in cerca di trasparenza, venne pubblicata sul sito-minestrone del MiBACT (Ministero dei Beni delle Attività Culturali e del Turismo) poi venne rimossa dall’indice di ricerca dei documenti consultati per determinare le tariffe, poi a seguito delle proteste per la sua rimozione venne daccapo pubblicata. In seguito il ministro Franceschini-che-cosa-combini ha interpretato la ricerca di mercato voluta da Bray come una necessità di intervenire, esortato anche dalle “tante sollecitazioni del mondo della cultura” (Gigi D’Alessio, Maria De Filippi, Kim Rossi Stuart sono cultura?) che subito ha emesso un appello.

Segue un lungo elenco di autori e artisti (purtroppo inficiato dalla presenza di Gigi D’Alessio, Maria De Filippi e altri mediocri esseri umani che nulla c’entrano con tali categorie), le cui firme evidentemente valgono più delle petizioni che sono sorte in seguito al succitato aumento della tassa (no, non siamo tutti uguali davanti alla Legge, le loro 4.000 firme valgono di più delle nostre 60.000… le avessero messe sull’avvallo dei nostri mutui!).

I comunicato si chiude con una striminzita tabella di comparazione con gli altri paesi europei che è l’apoteosi dello spurio! Eccola qui (fare clic sull’immagine per ingrandirla).

comparativa

A titolo di esempio, quindi, si citano soltanto citano Francia e Germania. E gli altri venticinque paesi della Unione Europea (anzi, sono ventitre perché Spagna e Regno Unito non prelevano dei compensi per copia privata)? Non dico che dovevano metterli tutti, ma quando si fanno delle comparazioni le si fanno su dati omogenei e soprattutto non ristretti. Francia e Germania sono stati inclusi in perfetta malafede perché sono i paesi in cui vigono le tariffe più alte d’Europa e quindi ovviamente il prelievo sarebbe decisamente più ingente, ma questo comunque questo non influisce sui loro prezzi finali e vendite.

Inoltre quando si redigono delle tabelle di comparazione, per una migliore comprensione si crea una media percentuale (pari a 100, appunto) e si riportano i valori degli altri Paesi in percentuale.

Che cosa significa poi il dato “non disponibile” nella colonna di CD e DVD in Germania? Stiamo parlando di un’informazione economica reperibile nell’anno di grazia 2014 dopo Cristo in uno stato dell’Unione Europea dove esiste e funziona Internet oppure stiamo parlando di una temperatura non pervenuta del Zugspitze in un paesino sperduto nell’anno 1914? Qui la presa per i fondelli è lapalissiana: non conveniva pubblicare i dati perché questi erano più bassi dell’Italia!

Concludo riportando le affermazioni del direttore generale della SIAE, Gaetano Blandini.

” senza le opere dell’ingegno e i contributi dei nostri creativi i loro device sarebbero solo vuoti e scintillanti pezzi di latta”

Su Internet uno così lo chiamiamo troll. Vuoto pezzo di latta sarà il suo device ma soprattutto la sua testa. C’è una maggioranza bulgara di utenti italiani che usa i propri device per inviare e ricevere email, per socializzare sui social network (poveri loro, ma questo è un altro discorso…), per navigare in siti interessanti, per giocare online, per fare in piena libertà fotografie e filmati condividendoli magari poi su spazi di storage online. Il tutto senza minimamente violare le opere e i contributi dei creativi iscritti alla S.I.A.E.

Sia ben chiaro, tutti quanti saremmo ben felici di spendere quei 5,20 euro in più per un PC se realmente servissero a eliminare il “digital divide” in Italia, se le linee Internet diventassero finalmente ultraveloci e cioè moderne, se nelle nostre città ci fosse il wi-fi libero senza tanti vincoli per tutti, se realmente i piccoli autori e artisti che fanno la fame partecipassero alla divisione dei proventi. Ma chi è felice di regalare i suoi 5,20 euro a mercenari quali Gino Paoli, Gigi D’Alessio, Maria De Filippi o al carrozzone statale parassita S.I.A.E. o al già ricchissimo Michele Guardi? Alzate le mani, su.

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Tutti monchi?

Antivirus aggiornato: e siamo sicuri che basti?

UPDATE: Ne parla anche Graham Cluley sul blog di Sophos, sembra una variante di Zeus.

Oggi mi è tornata la voglia di scrivere dopo anni di inattività su questo blog, credo non ci sia più nessuno che lo segue comunque fa nulla.
Su tutte le buone guide alla sicurezza viene detta una frase che recita più o meno: «Antivirus non aggiornato = Antivirus inutile» o varianti. A me ultimamente è accaduto che tre file, che erano chiaramente dei malware, siano riusciti ad arrivare senza essere bloccati né dal mio antivirus e nemmeno dai software di sicurezza che proteggono la casella email dell’account (Yahoo e GMail).

Diciamo che se mi fossi fidato solo dell’antivirus avrei tranquillamente aperto il file e impestato il computer. Questo è il messaggio che mi è arrivato ieri:

Secure Message
You have received a secure message
Read your secure message by opening the attachment, securedoc.html. You will be prompted to open (view) the file or save (download) it to your computer. For best results, save the file first, then open it. If you have concerns about the validity of this message, please contact the sender directly. For questions about Key’s e-mail encryption service, please contact technical support at 888.764.7941. First time users – will need to register after opening the attachment. Help – [Link removed]

oltre a me c’erano altri quattro indirizzi @yahoo come destinatari che iniziavano con sandro, si vede che gli stava antipatico qualcuno con quel nome :-P.

Il messaggio risultava inviato da The Bat! (v2.11) Personal e aveva come allegato un bel file ZIP con il messaggio “sicuro”. Yahoo! non ha bloccato il file e nemmeno me lo ha marcato come spam ([BULK]). L’antivirus che uso io, Comodo, non ha rilevato nulla, ma non è il solo.

Riporto qui di seguito i dettagli gli dello scan del file con VirusTotal e lo screenshot di ieri sera:

Cliccando sulla pagina del report si può vedere se qualche altro antivirus si è aggiornato per riconoscere quel file (sicuramente un virus). Al momento del mio test solamente 5 (o meglio 4 visto che due sfruttano lo stesso engine del noto latitante a zonzo per il Belize) antivirus su 43 erano in grado di accorgersi che si trattava di un malware

  1. McAfee Artemis!38A82716E834 20121119
  2. McAfee-GW-Edition Artemis!38A82716E834 20121119
  3. Fortinet W32/Kryptik.ALRY!tr 20121119
  4. Symantec WS.Reputation.1 20121119
  5. Kaspersky UDS:DangerousObject.Multi.Generic 20121119

È vero che non tutti gli antivirus hanno il motore aggiornato (confrontare data).

Tutto questo per dire che non sempre avere un antivirus aggiornato serve a mettersi al riparo da file dannosi, molte volte ha molto più senso ragionare un pochino e un file eseguibile che arriva via email non è mai da aprire.

In ogni modo, per curiosità e per inviare il file a VirusTotal ho estratto il file e salvato in una cartella temporanea dove raccolgo questi simpatici file che ogni tanto arrivano via mail. La cosa che mi stupisce è che l’Esplora risorse di Windows XP non aiuta affatto, anzi potrebbe pure generare qualche dubbio sulla validità di quel file. Faccio qualche screenshot.

Screenshot dell'Esplora risorse

Gli eseguibili possono, fra le moltissime altre cose, decidere che icona mostrare, in più quel “Microsoft Corporation” che appare sembrerebbe indicare che sia un file firmato e rilasciato da Microsoft, però le cose non stanno così. Basta infatti aprire le proprietà del file per vedere che il file non è firmato digitalmente (Manca la scheda Firma digitale).

Ok, si può dire che basta mostrare le estensioni dei file, vero? Ora, con un piccolo trucco vediamo come le estensioni dei file non siano così utili, o meglio come si possano aggirare.

Fra i moltissimi caratteri powered by unicode ne esiste uno in particolare che viene chiamato RLO e che rovescia l’orientamento del testo.

Dalla casella di input qui sotto è possibile copiare questo carattere speciale (u+8238) che non però non si vede. Provando a scriverci si vedrà come il testo viene invertito:

Ora faccio due screenshot rinominando il file usando quel carattere speciale e vi faccio vedere come l’Esplora Risorse di XP sia fatto male:

Screenshot di 7-ZIP

Screenshot Esplora Risorse

Ora se lo spammer avesse scelto la stessa icona usata per i file HTML forse in molti sarebbero quasi tentati ad aprirlo. 7-ZIP non permettendo agli eseguibili di scegliersi l’icona aiuta molto di più, infatti si vede che, nonostante quello che si legge all’europea, il file continua ad avere la generica icona di un file eseguibile.

I problemi sono due:

  • usare il carattere di inversione nel nome di un file (almeno l’estensione dovrebbe esserne immune)
  • il non evidenziare che quel file non è firmato digitalmente da Microsoft (come avviene ad esempio nei browser per le connessioni https)

Detto questo, la conclusione è che un file eseguibile che arriva via mail, senza averlo richiesto prima, è al 99.9% un malware, al che ne dica l’antivirus installato.

Rimuovere il .NET Framework da Firefox

L’autore di questo articolo è @miki64, che ringrazio moltissimo per averlo voluto condividere sul blog, io ho aggiunto solo un po’ di formattazione, qualche link e le considerazioni personali finali.

L’aggiornamento 3.5 Service Pack 1, installato da Windows Update e risalente a febbraio 2009, installa anche un’estensione per Firefox senza avvisare l’utente.

Questa estensione (chiamata “Microsoft .NET Framework Assistant”) consente alle applicazioni .NET di installarsi con un singolo clic, dando in sintesi ai siti Web il potere di installare software sui PC facilmente e silenziosamente. In aggiunta, modifica il vostro user agent aggiungendo la versione del .NET Framework presente sulla vostra macchina. Per verificare l’user agent potete visitare questa semplice paginetta, se avete l’estensione attiva apparirà .NET Framework all’interno dell’user agent.

Questa tecnologia non è stata ancora sfruttata per installare software dannosi, è comunque utilizzata – che io sappia – solo dal sito Microsoft e pressochè ignorata dal resto del Web, è quindi consigliata la sua disattivazione (o rimozione), in fondo per navigare sul sito Microsoft è meglio affidarsi ad IE, lasciamo pure a Cesare ciò che è di sua competenza, per il Web, ovviamente, servirà un browser 😛 .

Se la si vuole semplicemente disattivare, andare in Firefox, scegliere “Strumenti – Componenti aggiuntivi”, selezionare “Microsoft .NET Framework Assistant” e fare clic su “Disattiva”. Infine riavviare Firefox per rendere attiva la modifica.

L’estensione “Microsoft .NET Framework Assistant” viene installata aggiungendo una voce al registro di Windows, questa voce è un riferimento ad una DLL che è l’estensione stessa. Più in generale, può essere aggiunta una chiave di registro il cui valore è il percorso in cui risiede l’estensione vera e propria. Il vantaggio – o svantaggio dipende sempre dai punti di vista 😛 – dell’uso di questa tecnica è che l’estensione viene installata globalmente, essa sarà presente anche su un nuovo profilo.

Rimozione diretta

La rimozione manuale richiede la cancellazione della relativa chiave di registro. Questa è la chiave che viene aggiunta al registry in Windows XP 32 bit (su altri sistemi operativi, dovrebbe essere leggermente diversa).

HKEY_LOCAL_MACHINE\SOFTWARE\Mozilla\Firefox\extensions
{20a82645-c095-46ed-80e3-08825760534b}

Per creare un file reg per la rimozione basterà inserire come valore della chiave un , ad esempio.

Windows Registry Editor Version 5.00
HKEY_LOCAL_MACHINE\SOFTWARE\Mozilla\Firefox\extensions
{20a82645-c095-46ed-80e3-08825760534b}=-

Quindi una volta rilevata, esportate la chiave in un file reg e sostituite il al posto del suo valore. Se la chiave è proprio quella indicata sopra (cioè se avete Windows XP SP3 a 32bit) basterà creare un file con estensione REG con il codice di cui sopra. Altrimenti, provate a cercare il codice numerico dell’estensione nel registro di sistema usando il “Cerca” di Regedit.

Usare gli strumenti di disinstallazione della Microsoft

Microsoft ha anche rilasciato delle patch per la rimozione dell’estensione:

  • NDP35SP1- B963707 -x86 (per processori Intel x86)
  • NDP35SP1-KB963707 -x64 (per processori AMD 64 bit)

Per applicare la patch Microsoft, procedere come segue:

  • assicurarsi che l’estensione sia attivata in Firefox;
  • riavviare Firefox;
  • eseguire l’aggiornamento appena scaricato;
  • accettarne le condizioni di licenza;
  • attendere che finisca l’esecuzione dell’aggiornamento;
  • riavviare Windows (eventualmente);
  • riavviare Firefox;
  • andare di nuovo in “Strumenti – Componenti aggiuntivi” e selezionare “Microsoft .NET Framework Assistant”, dove si trova che la versione indicata è ora la 0.0.0;
  • riavviare Firefox;
  • andare per l’ennesima volta in “Strumenti – Componenti aggiuntivi”, selezionare “Microsoft .NET Framework Assistant” e fare clic su “Disinstalla”;
  • riavviare nuovamente Firefox.

Tuttavia ad ogni aggiornamento del .NET framework l’estensione si ripresenterà e sarà necessario applicare nuovamente la patch. Quindi, per risparmiare tempo, è consigliato creare un file reg per la sua rimozione

Pulizia dell’user agent

Una volta rimossa l’estensione bisognerà inoltre eliminare la presenza del .NET Framework nell’user agent. Bisogna quindi andare in about:config e cancellare le chiavi:

general.useragent.extra.microsoftdotnet
microsoft.CLR.clickonce.autolaunch

facendo clic col tasto destro del mouse (oppure SHIFT-F10), selezionare Azzera e riavviare Firefox.

Considerazioni personali

Ringraziando di nuovo Michele per il suo articolo, mi limito a qualche considerazione del tutto personale:

  • la procedura di installazione mediante chiave di registro di estensioni è documentata su MDC, quindi il fatto che Firefox non sia capace di disinstallare (ma solamente disattivare) queste estensioni è tutta responsabilità di Mozilla e non di Microsoft (come ho letto su qualche blog in inglese)
  • creando un nuovo profilo queste estensioni continueranno ad essere attive di default, sarà necessario procedere alla loro rimozione per avere un vero “nuovo profilo”, e la cosa è davvero spiacevole
  • Siccome questo tipo di installazione viene usata anche dal malware Goored, potete usare questa applicazione casereccia per fare un log (opzione 2) e vedere quali estensioni sono installate via registro di sistema. Per la rimozione postate su un forum o postate qui il log, in nessun caso selezionare l’opzione 3.

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Convertire i video in formato OGG con FFmpeg

Mi sembra giusto riprendere, dopo qualche mesetto di assenza, a scrivere qualcosa su questo blog. Ringrazio tutti quelli che mi hanno scritto per sapere che fine avessi fatto :-),. Non ho ancora aggiornato il template del blog, quando trovo qualche oretta libera faccio l’update a WordPress 2.7 e provo a sistemare il template del K2, devo più che altro trovare la voglia per modificare il CSS e i file PHP del template, il problema è che dopo tanto tempo di inattività, so già sarà una cosa che andrà per le lunghe 😛 .

Tanto per ricominciare a scrivere qualcosa, spiego come si converte un file in formato OGG in modo che possa essere embeddato con il nuovo tag <video>, che è supportato da Firefox 3.1, le nightly di Opera e da Safari con XIphQT. Il metodo facile è quello di utilizzare tinyvid, il sito permette di uploadare file in qualsiasi formato e di convertirlo in OGG, nonché di inserire direttamente il link ad un video di Youtube, Vimeo, insomma è molto semplice.

Siccome a me piace complicarmi la vita 😛 , ho voluto provare a convertire i video che avevo sull’HD e farmi la conversione manualmente, risultato: Firefox crasha senza pietà ! Io mi limitavo (come sempre quando devo convertire un video) a usare ffmpeg, dando il comando:

ffmpeg -i video.flv video.ogg

Il video OGG risultante si vede tranquillamente con qualunque player video che supporti tale formato (esempio VLC), ma embeddandolo in una pagina web e aprendola con Firefox si ha che si impalla tutto, è persino difficile terminare il processo di Firefox attivo.

Il problema, dopo un po’ di riflessione, credo dipenda dal codec audio utilizzato da ffmpeg per lo stream audio (Flac:

Schermata di Mplayer che mostra il codec audio utilizzato per creare il video

Dunque, il modo corretto per effetturare la conversione è come segue:

ffmpeg -i video.flv -acodec libvorbis video.ogg

E finalmente il video si può visualizzare anche con Firefox :-). A parte il fatto di volersi complicare la vita, è da tanto che voglio farmi una paginetta HTML con tutti i video scaricati, e visualizzarli direttamente nel browser non è affatto una brutta idea. Per inserire il video, questo è il codice HTML da utilizzare:

<video src="url_del video" controls="controls" >Testo visualizzato ai browser che non supportano il tag video</video>

NOTA: contenuto rimosso causa chiusura del sito in cui era hostato e problema con Opera

(questo è stato convertito da tinyvid per risparmiare spazio sul server, comunque credeteci :-)

Qui potete recuperare delle build di FFMpeg per Windows, è altrimenti possibile utilizzare dei front end grafici come Super o FFE o altro.

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La prima foto della Terra vista dalla luna

L’immagine fa parte di un progetto della NASA (Lunar Orbiter Recovery) per il recupero in alta definizione delle immagini scattate nelle prime missioni spaziali, cosa non possibile con le tecnologie di allora.

The Lunar Orbiter Image Recovery Project, located at NASA’s Ames Research Center at Moffett Field, Calif., is taking analog data from original recorders used to store on tape and 1,500 of the original tapes, converting the data into digital form, and reconstructing the images. The restored image released Thursday confirms data from the original tapes can be retrieved from the newly-restored tape drives from the 1960s when combined with software from 2008.

L’immagine – definita l’immagine del secolo – è la prima foto della Terra vista dallo spazio ed è stata scattata nel 1966; sicuramente, le immagini dei moderni satelliti sono molto più belle di questa , però non hanno la stessa storia, e un po’ di amarcord fa sempre bene 😀 . Quella che vedete qui, non è l’immagine originale, ma una versione a bassa definizione, l’originale la trovate al link più sotto.

Prima immagine della Terra vista dallo spazio

Explanation: Pictured above is the first image ever taken of the Earth from the Moon. The image was taken in 1966 by Lunar Orbiter 1 and heralded by then-journalists as the Image of the Century. It was taken about two years before the Apollo 8 crew snapped its more famous color cousin. Recently, modern technology has allowed the recovery of higher resolution images from old data sources such as Lunar Orbiter tapes than ever before. Specifically, recovery of the above image was initiated 20 years ago by Nancy Evans, and completed recently by Dennis Wingo and Keith Cowing who lead the

Fonte: N.A.S.A. – Astronomy Picture of the Day

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…ed avevamo gli occhi troppo belli

Ecco una bellissima poesia di Fabrizio De André che vale la pena di essere ascoltata almeno una volta nella vita :-)

Ne approfitto anche per provare il funzionamento del nuovo tag video per l’inserimento di un video in formato . Chi usa un browser che non supporta tale specifica di HTML 5.0 vedrà il classico player di Youtube :-)

Ringrazio @Sleeping che mi ha segnalato il sito dove caricare i video in formato OGG, visto che i miei tentativi di conversione fallivano miseramente (infatti non sbagliavo il codice HTML ma era il video convertito male).

La traccia è contenuta nell’album del 1968 col titolo di Recitativo (due invocazioni ed un atto d’accusa.

PS: poi un giorno qualcuno mi spiega perchè se io mettessi un MP3, preso dal CD originale, sarei fuorilegge col copyright, e su Youtube gli MP3 inseriti in un file FLV con la cover vanno bene 😛

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Convertire un bookmarklet in un Ubiquity command (video)

Dopo quasi un mese di assenza dal blog, ricomincio da dove avevo lasciato. Nell’ultimo mese ho seguito poco sia il blog, sia il web in generale e mi sono accorto che veramente chi si ferma un po’ poi si ritrova con un saqcco di novità e non sa come fare per rimanere al passo coi tempi :-)

Seguendo comunque i feed dei vari blog non mi sono perso proprio tutto. In particolare, anche se non ho più seguito il newsgroup di Ubiquity , ho comunque continuato a leggere i blog dei vari sviluppatori e ho letto dei moltissimi progressi fatti dall’estensione.

Uno dei passi avanti più interessanti fatti dall’estensione è la capacità di trasformare in modo davvero semplice un bookmarklet in un Ubiquity command. Anche se non ho ancora testato la cosa, sembra davvero abbastanza semplice. Ecco il video tutorial di Aza Raskin a riguardo:


Ubiquity Tutorial: Turning a Bookmarklet into a Command from Aza Raskin on Vimeo.

(non c’è un sito di social video che dia del codice valido per embeddare il video :-( )

Semplice no ?

Sarà quindi possibile aggiungere come comandi (con poco lavoro aggiuntivo) qualunque bookmarklet si trovi in giro e accedervi in modo intuitivo grazie ad Ubiquity.

Insomma, potrete aggiungere tutti i bookmarklet che vi pare (e molte estensioni per Firefox altro non sono che bookmarklet modificati), senza dover intasare la barra dei segnalibri o dovervi ricordare centinaia di keyword: iniziando a digitare il comando verrà suggerito da Ubiquity stessa.

Fonte: Blog di Aza Raskin

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Hijacking powered by Alice

Io non sono fra i “fortunati” possessori di una connessione Alice, però da questa discussione su Megalab.it sembra proprio che anche il provider nazionale abbia seguito il brutto esempio di OpenDNS (di cui avevo già parlato tempo fa) e si sia messo a fare la guerra a Google.

Oggetto delle attenzioni è la funzionalità di alcuni browser di reindirizzare l’utente ad una pagina di risultati quando questo sbaglia a digitare qualcosa nella barra degli indirizzi. Provando infatti a digitare delle parole nella barra degli indirizzi si verrà riportati ad una pagina di Google coi risultati della ricerca per i termini inseriti.

Perfetto, cosa fa Alice ?

Alice, o per la precisione il server DNS, prende questo link e lo trasforma nella pagina dei risultati del suo motore di ricerca.

Cosa c’è di male in tutto questo ?

Semplice, quello non è un url sbagliato, come potrebbe essere ad esempio una cosa del tipo this.unvalid.url, ma un url validissimo creato dal browser che sceglie Google perchè Google è Google!

Volendo dare un nome a questo comportamento di Alice, io opterei per Hijacking – Wikipedia

Il termine hijacking indica una tecnica che consiste nel modificare opportunamente dei pacchetti dei protocolli TCP/IP al fine di dirottare i collegamenti ai propri siti e prenderne il controllo.

fatto stavolta a livello di server DNS 😛 . Ora, se nel caso di OpenDNS questo si poteva scusare col fatto che OpenDNS è un servizio gratuito e che si può scegliere liberamente, nel caso di Alice la scusante non c’è, se io pago per la connessione gradirei molto che il server DNS facesse il server DNS e non il malware 😛 .

A questo punto l’unica cosa che si può fare è inserire l’indirizzo IP di Google nel file HOSTS del sistema, o nel caso di firefox sostituire www.google.com con l’indirizzo IP nella preferenza avanzata keyword.url (raggiungibile digitando about:config nella barra degli indirizzi).

Non credo che il malware stia operando su tutte le connessioni Alice, è possibile però che al ritorno delle vacanze abbia infettato tutta la rete, non c’è che dire: BRAVI….

Se lo fa anche TEle2, è la volta che mi guardo in giro 😛

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