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Lavoro in Inghilterra: come costruire una truffa e come smontare tutto l’imbroglio

Analizziamo oggi una truffa che sta sempre più prendendo piede in questi tempi di crisi: il posto di lavoro a Londra a condizioni strabilianti!

Generalmente si tratta di posizioni nel settore dell’ospitalità alberghiera e della ristorazione, dove sedicenti manager fingono di rappresentare rinomati hotel di Londra e vi offrono un posto di lavoro senza neppure intervistarvi di persona, proponendo condizioni lavorative da sogno!

E infatti per chi cadrà nella loro trappola rimarrà proprio un sogno…

Ma proviamo adesso ad analizzare meticolosamente la truffa, riferendoci ad un annuncio recentissimo che – spero – verrà stroncato da questo mio articolo.

Da dove proviene l’annuncio?

Tattica: L’imbroglione mette il suo annuncio su tanti motori di ricerca italiani dedicati al lavoro.

Motivo: Il primo passo giusto per l’imbroglione è questo: più sono le ingenue persone che può imprigionare nella sua rete e più sono le probabilità di successo.

Contromisura: pensateci bene. I grandi alberghi di Londra, secondo voi, hanno proprio bisogno di mettere un annuncio online?

No, non ne hanno bisogno: è proprio per evitare perdite di tempo (quindi intralci che sul lavoro inficiano sulla produttività) che i grandi alberghi londinesi (e non solo loro) hanno tutti un’apposita sezione sul loro sito relativa alle offerte di lavoro oppure relativa alla possibilità di inviare il proprio curriculum vitae.

Il nome di tale sezione può cambiare, ma lo scopo è sempre lo stesso: evitare di perdere tempo e far perdere tempo ad eventuali aspiranti candidati.
Se volete candidarvi in un albergo di Londra, quindi, utilizzate direttamente l’apposita sezione del relativo sito.

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Digitale terrestre, grande opportunità o delusione truffaldina?

Visto che il sottoscritto latita come scrittore, vi propongo questo ottimo articolo di @miki64 che ha voluto condividerlo sul blog. Al lettore le considerazioni del caso!

L’Unione Europea ci ha imposto, entro il 2012, il passaggio dalla TV analogica alla TV digitale e noi italiani ci stiamo esaltando per questa svolta. Ma è tutto oro quello che luccica?

I vantaggi della TV digitale terrestre sulla carta sono parecchi e la nostra persuasiva televisione non fa che ribadirceli in continuazione:

  1. suono e immagini dovrebbero avere una qualità pari a quella dei DVD rispetto alla TV analogica;
  2. necessità di una ampiezza di banda inferiore, per cui all’interno di una determinata banda di trasmissione sarà possibile ricevere un numero maggiore di canali televisivi;
  3. segnale meno soggetto a disturbi;
  4. offerta di servizi interattivi: spettatori che votano e partecipano ai programmi, che usufruiscono dei servizi interattivi predisposti dalla Pubblica Amministrazione (e-government);
  5. nessuna spesa aggiuntiva per ricevere il segnale digitale;
  6. per l’acquisto di decoder di tipo MHP (Multimedia Home Platform, oltre i canali gratuiti consente, dopo avere inserito l’apposita scheda, di ricevere anche quelli a pagamento) è previsto un contributo statale per chi risiede in un’area in fase di switch over (attivazione digitale terrestre a fianco dell’esistente segnale analogico) e abbia pagato il canone;
  7. non c’è bisogno di parabola rispetto al segnale satellitare;
  8. non serve l’intervento di un antennista;
  9. le frequenze su cui viaggia il segnale digitale terrestre non rappresentano un pericolo per la salute;
  10. possibilità di usufruire dei contenuti (audio o sottotitoli) in lingue diverse contemporaneamente.

Bella la teoria di chi ha interesse a venderci quello che dovrebbe essere un nostro diritto all’informazione, vero? Passiamo a guardare in faccia alla realtà.

Suono e immagini dovrebbero avere una qualità pari a quella dei DVD rispetto alla TV analogica? Falso.
Spieghiamoci meglio: le emittenti che trasmettono i programmi digitali hanno interesse a comprimere il segnale per fare entrare più canali nella stessa banda di frequenza, con conseguente e proporzionale perdita di qualità. E comunque la qualità da DVD non si può apprezzare se non si hanno i televisori di ultima generazione, quindi questo significa ulteriori spese per gli utenti.

Necessità di una ampiezza di banda inferiore, per cui all’interno di una determinata banda di trasmissione sarà possibile ricevere un numero maggiore di canali televisivi? Vero, però…
Lo abbiamo visto nel punto precedente: un maggior numero di canali televisivi significa anche un maggiore degrado del segnale di trasmissione.

Segnale meno soggetto a disturbi? Falso.
Spieghiamoci meglio: a differenza dell’analogico, dove il segnale si degrada progressivamente (nebbia, formicolio, righe e disturbi del genere) fino a scomparire del tutto, un canale digitale fino a un certa soglia di disturbo viene ricevuto bene, ma oltre tale soglia non viene ricevuto affatto!

Offerta di servizi interattivi: spettatori che votano e partecipano ai programmi, che usufruiscono dei servizi interattivi predisposti dalla Pubblica Amministrazione (e-government)? Falso.
Spieghiamoci meglio: tutto questo è ancora sulla carta. Lasciamo perdere la partecipazione interattiva ai programmi e concentriamoci sulla nostra burocratica Pubblica Amministrazione: davvero credete che sarà possibile ottenere facilmente da casa un servizio grazie alla TV? Ma se esiste Internet da una vita, ormai… e sui siti della Pubblica Amministrazione ci si scontra ancora con formati proprietari chiusi, accessibilità negata, burocrazia elefantiaca digitalizzata, inefficienza operativa e tutto il resto… come migliorerà la situazione con uno strumento così meno interattivo della TV?

Nessuna spesa aggiuntiva per ricevere il segnale digitale? Falso.
Spieghiamoci meglio: il segnale digitale non si riceve con gli attuali televisori analogici e quindi o si compra un televisore con sintonizzatore digitale integrato o si compra un decoder digitale terrestre per i vecchi televisori (e non uno per tutti i televisori posseduti, bensì uno per ogni televisore posseduto!). Ma non è finita. Con il decoder del digitale terrestre non si può registrare un programma e guardarne un altro perché ciascuna di queste operazioni richiede la presenza di un sintonizzatore digitale terrestre: uno per vedere un canale e uno per registrarne un altro. Nel caso in cui né il televisore né il videoregistratore abbiano il sintonizzatore digitale terrestre integrato, servono due decoder, uno da collegare alla TV e uno al videoregistratore. Un altro inconveniente del decoder esterno è che occupa un ingresso audio/video del televisore. Le spese aggiuntive ci sono, quindi, eccome.

Per l’acquisto di decoder di tipo MHP (Multimedia Home Platform, oltre i canali gratuiti consente, dopo avere inserito l’apposita scheda, di ricevere anche quelli a pagamento) è previsto un contributo statale per chi risiede in un’area in fase di >switch over (attivazione digitale terrestre a fianco dell’esistente segnale analogico) e abbia pagato il canone? Falso.
Spieghiamoci meglio: i requisiti per ottenerlo lo rendono di fatto o accessibile a pochi: 50 € importo del contributo (una miseria), 65 anni l’età minima per accedere al contributo e 10.000 € di reddito massimo per usufruirne. Non possiamo essere molto dettagliati per non appesantirvi nei dettagli, sappiate però che i modelli che usufruiscono del relativo contributo governativo sono introvabili e mediamente molto più costosi degli altri.

Non c’è bisogno di parabola rispetto al segnale satellitare? Vero, però…
Il segnale del satellite viene ricevuto ovunque, dato che non incontra ostacoli, mentre con le antenne terrestri del digitale questa cosa non è proprio scontata, visto che in certe zone è sufficiente una pioggia per non vedere più nulla… Se poi vogliamo dirla tutta, persino la larghezza di banda del segnale satellitare è svariate volte maggiore di quella a disposizione del segnale digitale terrestre, quindi l’offerta di canali satellitari (anche ad alta definizione) è ancora più ampia.

Non serve l’intervento di un antennista? Falso.
Spieghiamoci meglio: in alcuni casi possono essere usate nuove frequenze o il canale essere trasmesso da ripetitori posizionati in luoghi diversi. Tra questi casi, che necessitano dell’intervento di un antennista, rientrano a volte i canali RAI.

Le frequenze su cui viaggia il segnale digitale terrestre non rappresentano un pericolo per la salute? Vero.
Il digitale terrestre trasmette un maggior numero di canali ma – come detto – con una potenza minore rispetto all’analogico. Di conseguenza, diminuiscono i campi elettromagnetici emessi dalle antenne.

Possibilità di usufruire dei contenuti (audio o sottotitoli) in lingue diverse contemporaneamente? Vero.
Sulla carta, però….

Ora che abbiamo sbugiardato (o chiarito, tanto è la stessa cosa…) i 10 punti-cardine dei vantaggi del digitale terrestre, analizziamo altri problemi:

  • I decoder in vendita saranno tanti e di diverse tipologie:
    • zapper (30-70 €, sono i modelli più semplici, consentono di vedere solo i canali gratuiti del digitale terrestre);
    • MHP (75 – 130 €, interattivi, permettono di inserire le schede per vedere i canali a pagamento, come spiegato al punto 6 in precedenza);
    • alta definizione (120 – 170 €, permettono di vedere i programmi HD, ma al momento sono pochi i decoder di questo tipo in commercio);
  • In Italia vi sono zone non coperte dal digitale terrestre e quindi c’è il rischio che in queste zone il passaggio alla nuova tecnologia comporti la scomparsa assoluta del segnale televisivo È stata lanciata la piattaforma satellitare Tivù Sat, impiegata da RAI, Mediaset e Telecom a partire dal 1° agosto 2009. I canali RaiSat non sono più visibili con il decoder Sky e c’è stato l’oscuramento dei canali generalisti (il che rappresenta una palese lesione del contratto di servizio pubblico). Se, come si paventa, la RAI togliesse anche RaiUno, RaiDue e RaiTre dalla piattaforma Sky, a farne le spese sarebbe il consumatore, costretto ad acquistare un ulteriore decoder per poter vedere tutti i canali;
  • anche il posto assegnato sul telecomando è un problema. Se con il decoder si riescono a sintonizzare i canali, la numerazione è spesso casuale e cambia di continuo. Un caos, insomma, tanto che si è ipotizzato che nella numerazione progressiva si dovrà scegliere tra due criteri, l’audience (prima le emittenti con più ascolti e ultime quelle con meno) e il numero dei dipendenti (prima le emittenti con più dipendenti e ultime quelle con meno).

L’attrice comica Luciana Littizzetto è stata esplicita nel salutare ironicamente l’avvento delle nuova tecnologia:« Il digitale terrestre è quella roba che, pagando, ti consente di vedere male la televisione che prima vedevi bene, gratis ».



>Cosa accadrà alle TV locali?
Ultimo segnale di allarme è che le piccole emittenti, quelle che rappresentano le piccole realtà locali, stanno ora scomparendo, dopo essere state il vessillo delle TV libere.
Parliamo di dati reali e non di aria fritta:
– in Sardegna (prima regione ad avere completamente abbandonato il segnale analogico) i piccoli canali come Cinque stelle, Tcs e Videolina hanno perso rispettivamente il 63%, il 44,8% e il 20% degli ascolti.
– In Piemonte, le emittenti Rete 7, Telecupole, Quarta Rete, hanno perso rispettivamente il 53,1%, il 39,7% e il 35,6% degli ascolti.
– Ah, non abbiamo i dati del Lazio perché il passaggio c’è stato di recente (lunedì 16 novembre), ma appena è stato toccato dal problema della pessima (o nulla) ricezione l’area di Palazzo Chigi, il caso è diventato nazionale, ne ha parlato persino il GR1, suggerendo questo: Può essere necessario cambiare la selezione del Paese scegliendo per esempio Germania invece che Italia. Il motivo? Certi decoder hanno la sintonizzazione automatica, altri, nella fase iniziale, vanno resettati di continuo altrimenti registrano più frequenze di quante possano contenerne, per altri ancora bisogna procedere manualmente. Non tutti gli utenti hanno confidenza con i menu d’installazione.

Ma torniamo alle TV locali.

Attualmente le TV locali sono circa 550: si calcola che ne rimarranno 100 e quindi 450 TV locali spariranno per sempre, con gravi ripercussioni sull’occupazione diretta (tecnici, giornalisti, annunciatrici, presentatori, eccetera) e indiretta (collaboratori vari, pubblicisti, piccoli inserzionisti, eccetera). Se facciamo una ipotesi (ottimista!) di 50 persone occupate (direttamente e indirettamente) in ciascuna piccola emittente, i dati finali sono spaventosi: 450 TV sparite significa 90.000 bocche da sfamare!
I responsabili di questo grosso problema sono coloro che non si sono resi conto che il digitale terrestre non è il sistema più adatto e tecnologicamente più avanzato per un paese dall’orografia complessa come l’Italia. Il digitale terrestre è soltanto il sistema (fumo negli occhi) che consente a RAI e Mediaset (proprietari dei sistemi di distribuzione.. ah, vi dice niente il fatto che Paolo Berlusconi – fratello del Presidente del Consiglio – abbia quote rilevanti nelle aziende che producono i decoder?) di conservare la supremazia nella piattaforma terrestre, nell’attesa di passare progressivamente al satellite.
Se proprio dovevano digitalizzare qualcosa, dovevano portare l’utilissima ADSL in tutti i paesi d’Italia, quello sì.
Ma una voce fuori dal coro (quella che state leggendo) che denuncia questa Delusione Truffaldina sul web è difficile da fermare, mentre sul DT (Digitale Terrestre) manco ci arriva, quindi W il Digitale Terrestre!

Raiclick e la secessione

Boh, per il sito Raiclick io non mi trovo in Italia. Se cerco infatti di guardare qualche video della sezione Sport, questo è il messaggio che mi appare:

Messaggio di Raiclick che avvisa che non mi trovo nei confini nazionali

Unfortunately, this program isn’t available outside Italy.
Il video selezionato non è visibile agli utenti che si collegano al di fuori del territorio italiano.

Io invece mi trovo a Treviso, Italia. Ora, usando un servizio di visualizzazione IP, risulto essere in Piemonte (falso ma almeno rimango nei confini nazionali 😛 ):

Visualizzazione parziale del mio indirizzo IP che risulta essere da Ivrea

Mah, io spero risolvano :-( , altrimenti chiederò a qualche italiano di mandarmene una copia via email :-P.

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[Quasi OT] – www.noeuro.it

Assicuro che non è mia intenzione parlare mai di politica in questo blog, se mai accadrà in futuro vogliate scusarmi 😛 . Stasera mi son visto la trasmissione di Mentana e uno dei candidati non ha fatto altro che pubblicizzare il suo sito (www.noeuro.it), rimarcando più volte che il futuro è Internet. Beh, incuriosito me lo vado a guardare, e non sarò così cattivo come il validatore W3C che si rifiuta di fare il parsing della pagina, però riporto il software utilizzato per crearla:


<meta name=Generator content="Microsoft Word 11 (filtered)">

beh, per un partito che dice che: “Internet è il futuro” come biglietto da visita non è male 😛

Io proporrei una petizione per obbligare Microsoft a rimuovere il “Salva come HTML” (o al limite rivedere la funzioni in modo che salvi in HTML e non in un pseudo HTML), almeno così i nuovi Webmaster in erba (anche quelli che pensano che scrivere pagine Web con Word sia il futuro) la smetteranno di pubblicare pagine con barre storte e vaccate varie pretendendo che si possano vedere con un browser 😛

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Guerre Stellari in Ascii Art

Da Lifehacker, ecco come guardarsi via Telnet il quarto episodio («Una nuova speranza») di Guerre Stellari in Ascii Art 😀 . Cosa assolutamente inutile però da fan di Star Wars e amante dell’ascii art non potevo non apprezzare :-) . Ben inteso, di guardarmi tutti i 13935 frame non ci penso nemmeno, però un’occhiata veloce l’ho data ed è davvero ben fatto ! Peccato non si possa mandare avanti 😛

Per chi, come il sottoscritto, non conoscesse ancora questo vecchio trucchetto è sufficiente digitare da prompt dei comandi:

telnet towel.blinkenlights.nl

ovviamente è cross platform :-) . Che la forza sia con voi :-)

Screenshot di un frame dell'episodio quarto di guerre stellari via Telnet

Fonte: Lifehacker

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La ballata del programmatore

Ringraziando Alex (che ha cambiato indirizzo al blog) per la segnalazione, ecco un rifacimento della canzone: “Il pescatore” di Fabrizio De André in stile Hi-Tech:

La ballata del programmatore

[audio:inno_del_programmatore.mp3]

voce:Domenico Agostino
Cori/Arrangiamento: Marco Di Francesco

Ne approfitto per segnalare che è disponibile il file diff della nuova versione di WordPress grazie allo pseudotecnico.

Questo invece è un articolo spassosissimo segnalato da Sbronzo di Riace nei commenti al post dello pseudotecnico. Prima che qualcuno di sveglio al Corriere lo rimuova ve ne consiglio la lettura 😛

NOTA: il voto su oknotizie punta alla pagina originale su derelitti e non a questo post,.

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Ricordo di Fabrizio De Andrè

L’11 gennaio di nove anni fa moriva quello che ritengo il più grande cantastorie italiano di sempre, sicuramente il mio preferito: Fabrizio De Andrè. Ecco una delle sue canzoni più belle, anche se non è fra le più famose: “Il Suonatore Jones”

La canzone conclude l’album Non al denaro, non all’amore né al cielo“, rivisitazione dll’antologia di Spoon River di Edgar Lee Master. Mentre nelle altre canzoni Fabrizio mantiene un rapporto impersonale con i protagonisti (un medico, un giudice, un chimico ecc…) nel suonatore Jones”, il protagonista viene chiamato per nome (Jones per l’appunto), forse perchè questo è il personaggio a cui De Andrè tiene di più: quello a cui, forse, avrebbe voluto assomigliare in vita.

Dov’è Jones il suonatore | che fu sorpreso dai suoi novantanni | e con la vita avrebbe ancora giocato | lui che offrì la faccia al vento | la gola al vino e mai un pensiero | non al denaro, non all’amore nè al cielo

Per chi non avesse mai letto l’antologia di Spoon River posso consigliare di farci un pensierino, l’album, è uno dei migliori del cantautore genovese, e se apprezzate poesia e buona musica non può mancare nella vostra collezione di CD :-). Vi lascio un’anteprima (via Youtube e Last FM) delle canzoni che ho trovato, le altre provate a cercarle su Last FM, usando il loro software è possibile ascoltarle:

AGGIORNAMENTO: siccome ho da poco scoperto un ottimo jukebox e motore di ricerca per brani musicali: Songza, includo i link alle canzoni che avevo lasciato in sospeso :-)

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Classifica dei cento geni viventi

Se qualcuno crede che non ci siano più i geni di una volta, beh forse non ha tutti i torti 😛 (o magari ci sono e sono quelli che stilano le classifiche ad essere degli incapaci). La rivista Daily Telegraph ha chiesto a sei esperti di creatività ed innovazione di stilare la classifica dei cento geni viventi. Di seguito riporto i primi dieci classificati:

1= Albert Hoffman (Svizzera) spacciatore 27
1= Tim Berners-Lee (Gran Bretagna) informatico 27
3 George Soros (USA) finanziere e filantropo 25
4 Matt Groening (USA) satirico 24
5= Nelson Mandela (Sud Africa) politico e diplomatico 23
5= Frederick Sanger (Gran Bretagna) biochimico 23
7= Dario Fo (Italia) scrittore 22
7= Steven Hawking Gran Bretagna) fisico 22
9= Oscar Niemeyer (Brasile) architetto 21
9= Philip Glass (USA) compositore 21
9= Grigory Perelman (Russia) matematico 21

Al primo posto, a pari merito, si piazzano Albert Hoffman (inventore dell'LSD) e Tim Berners-Lee (considerato l'inventore del Web). Chiude il podio George Soros che non ho il piacere di conoscere. Matt Groening (non lo sapevo) è il creatore dei Simpsons e occupa il quarto posto della classifica. Nelson Mandela e Frederick Sanger (due volte premio Nobel per gli studi sulle proteine) precedono l'unico italiano presente in classifica Dario Fo.

Solo al decimo posto Grigory Perelman che ha recentemente dimostrato la (ex) congettura di Poincaré¨, al dodicesimo posto Andrew Wiles che è colui che ha dimostrato il teorema di Fermat. Scorrendo la classifica si possono trovare altri personaggi più o meno noti, vale comunque la pena di soffermarsi alla posizione quarantatré:

43=Mohammed Ali (USA) pugile 10
43= Osama Bin Laden (Arabia Saudita) terrorista, 10
43= Bill Gates (USA) microsoft 10

Per par condicio c'è¨ anche Steve Wozniak che è il fondatore di Apple assieme al più famoso Steve Job.

Fonte: Daily Telegraph

Gengiscan update alla versione 08: ora è pure offensivo

Gengiscan2005 è il più gran buffone mai incontrato sui forum: utonto all'ennesima potenza, maleducato e ora diventa pure offensivo :-P.

Dal forum di Megalab (vi faccio notare l'aforisma in firma :-P) riesce persino a farsi passare dalla parte dell'incompreso, povero utente maltrattato dai moderatori degli altri forum. Incuriosito mi sono ricercato la discussione sul forum di Opera per vedere chi lo avesse finalmente mandato a quel paese, e trovo che invece, il moderatore sopracitato era stato sin troppo buono col nostro prode:

Sommario veloce:
In un raptus di follia suicida, col serio rischio per la vita dei pochi e malfunzionanti neuroni che si trova ad avere, il nostro prode Gengis, deve essersi spinto oltre ogni limite e tentato di modificare le preferenze di Opera, e tutto questo senza aprire nessun topic nella decina di forum in cui è iscritto (io guardo solo la prima pagina dei risultati di Google :-P). Risultato ? Ha disattivato il ripristino della sessione, e visto che lo sforzo era stato troppo ha ben deciso di salvaguardare i pochi neuroni rimasti e ha aperto il solito inutile topic per chiedere come si faceva a riparare alle proprie malefatte-P. Probabilmente il topic gli è stato modificato per sistemare la formattazione e probabilmente il titolo. Ecco la sua reazione:

gengiscan2005/juvecentusj/gengiscan08:

.SCarissimo mosca adesso mi stai davvero rompendo,mi hai chiuso per l'ennesima volta ( inspiegabilmete) un topic, se sei frustrato per cazzi tuoi non prendertela con me.
Con scritto in bella mostra che ho cercato topic al riguardo ma non ne ho trovato nessuno che mi potesse aiutare a risolvere il mio problema; Quindi per l'ultima volta ti chiedo la cortesia di evitare i miei post e far rispondere gli altri.
Spero di esser stato chiaro

e da quel che mi sembra di capire il Topic non era nemmeno stato chiuso. La risposta è anche sin troppo civile e non posso che sottoscrivere ogni singola parola del moderatore di Opera:

Mosca:

Non capisco per cosa te la sia presa… Sbagli a formattare i topic, dato che te lo ha modificato Mad, Io ho visto il tuo topic, e non ho fatto assolutamente nulla… Anche se avrei dovuto chiuderlo…
Mad ha modificato il tuo topic sbagliato
Sei una causa persa, non capisci come formattare un topic, pazienza te lo formatteranno gli altri…
Grazie per gli insulti gratuiti, e per le piazzate che insceni anche su altri forum… Sorriso
Grazie per tutti i contributi di alto livello che porti continuamente con domande intelligenti e acute nel forum…

Penso non ci sia nulla da aggiungere :-).

[OffTopic] Per le capre ignoranti di San Siro

Questo post è un po' off rispetto ai soliti argomenti trattati sul blog, però ogni tanto ci si vergogna un po' di essere italiani, e quindi spero si capisca che le capre ignoranti di San Siro non rappresentano il popolo italiano (o almeno lo spero).

Ci può, e anzi ci deve, essere un po' di sana rivalità, ma fischiare un inno è una cosa schifosa. E non è la prima volta. Era già successo con quello argentino ai tempi dei mondiali italiani del 1990.

Ah, per chi non capisce il francese il testo tradotto della Marseillaise lo può leggere qui.

Niente fischi, grazie